Il Gup Claudio Paris ha pronunciato tre patteggiamenti e una condanna con rito abbreviato nel processo per la morte di Attilio Franzini. L'operaio 47enne della Salcef fu investito e ucciso da un treno il 4 ottobre 2024, alle 4:30 del mattino, vicino alla stazione di San Giorgio di Piano, nel Bolognese. Le sentenze prevedono tre patteggiamenti a un anno, convertiti in 10.950 euro di pena pecuniaria ciascuno, e una condanna a otto mesi di reclusione.

Il processo ha coinvolto quattro imputati, accusati di omicidio colposo. Tra questi, il direttore e il capocantiere Salcef, il responsabile del cantiere e della sicurezza, e una dirigente di Ferrovie/Rfi, coordinatrice della sicurezza per i lavori Salcef.

Gli imputati e le parti coinvolte

La dirigente di Ferrovie, assistita dall’avvocato Gabriele Bordoni, è stata l’unica a optare per il rito abbreviato, condizionato all’audizione di un testimone. Il suo difensore ha preannunciato appello contro la condanna a otto mesi, a fronte di una richiesta iniziale di un anno e mezzo. Per gli altri tre imputati, il giudice ha accolto i patteggiamenti a un anno, con conversione della pena in sanzione pecuniaria.

I familiari di Attilio Franzini, già risarciti, non si sono costituiti parte civile. La Cgil, invece, è stata ammessa, evidenziando la natura dell'incidente avvenuto durante lavori in un cantiere ferroviario nell'area della stazione.

La dinamica dell'incidente

Le indagini hanno ricostruito la dinamica: poco prima dell’investimento, Franzini e una quindicina di colleghi lavoravano nel cantiere, che interessava l’intero fascio di binari della stazione di San Giorgio di Piano. Il traffico ferroviario sarebbe stato riaperto circa un quarto d’ora prima del previsto, senza avvisare i lavoratori sui binari.

Un documento sindacale pubblicato a Bologna nel maggio 2025 aveva richiamato la morte di Attilio Franzini tra gli episodi legati alla manutenzion