Un'operatrice del Centro Unico di Prenotazione (CUP) dell'Ospedale Civile di Venezia è stata aggredita da un utente nella serata precedente al 10 settembre 2026. L'episodio di violenza ha causato alla lavoratrice lividi e graffi, rendendo necessario il suo ricovero al Pronto Soccorso. L'intervento tempestivo di una guardia giurata presente nella struttura ha fortunatamente evitato conseguenze più gravi, mentre l'aggressore si è dileguato subito dopo l'accaduto.
La ferma condanna della Filcams Cgil e le richieste di sicurezza
La segreteria territoriale della Filcams Cgil di Venezia ha reagito con una ferma condanna all'aggressione.
Renato Giacchi, segretario del sindacato, ha enfatizzato il ruolo cruciale del personale CUP, che rappresenta il primo punto di contatto per l'accesso alle cure e ai servizi sanitari. “Denunciamo con fermezza questo nuovo atto di violenza”, ha dichiarato Giacchi, sottolineando la gravità dell'accaduto. La Filcams Cgil ha avanzato richieste precise: l'apertura immediata di un'indagine interna per chiarire la dinamica dei fatti, il pieno sostegno, anche sul piano legale, alla lavoratrice aggredita e un deciso rafforzamento delle misure di sicurezza all'interno della struttura ospedaliera. Il sindacato ha inoltre sollecitato l'implementazione di interventi strutturali e organizzativi mirati a prevenire il ripetersi di episodi analoghi, garantendo un ambiente di lavoro più sicuro.
La denuncia della Filcams Cgil ha posto l'accento anche sulle condizioni operative del personale del Centro Unico di Prenotazione. Il sindacato ha evidenziato come ritmi di lavoro intensi, un elevato carico di responsabilità e una percepita insicurezza siano elementi costanti che contribuiscono a un clima di tensione. L'aggressione subita è stata quindi collegata alla necessità impellente di adottare misure organizzative concrete e immediate all'interno dell'ospedale veneziano per tutelare chi opera quotidianamente al servizio dei cittadini.
Aggressioni negli ospedali veneti: un'emergenza in crescita
L'episodio di violenza all'Ospedale Civile di Venezia non è un caso isolato, ma si inserisce in un quadro di crescente preoccupazione per la sicurezza nelle strutture sanitarie del Veneto.
Già l'8 settembre 2026, la UIL FP Veneto aveva diffuso una comunicazione allarmante, richiamando altri recenti episodi avvenuti all'Ospedale dell'Angelo di Mestre, il 9 agosto e il 6 settembre 2026. I dati regionali sulle segnalazioni di aggressione confermano un trend in forte crescita: si è passati da 2.229 casi nel 2023 a 2.595 nel 2024, fino a raggiungere la cifra di 3.153 nel 2025. Nel solo 2025, ben 4.304 operatori sanitari sono stati coinvolti in questi episodi. Stefano Gottardi, segretario generale UIL FP Veneto, ha definito senza mezzi termini questa situazione una vera e propria emergenza regionale, sottolineando come la tutela di medici, infermieri, operatori sociosanitari e di tutto il personale dei servizi sia diventata una priorità organizzativa improrogabile per il sistema sanitario regionale.
La nota della UIL FP dell'8 settembre ha richiamato l'attenzione anche sulla situazione specifica dell'ULSS 3 Serenissima. Rosario Settecase di UIL FP Venezia ha ribadito la necessità di adottare misure concrete e urgenti, già sollecitate in precedenza, per migliorare la sicurezza e le condizioni di lavoro del personale, al fine di garantire un ambiente protetto sia per gli operatori che per i cittadini che accedono ai servizi sanitari.