Luca Spada, l'ex autista di ambulanze di 28 anni, è attualmente detenuto con la grave accusa di aver provocato la morte di sei pazienti mediante iniezioni d'aria. Secondo quanto emerso dagli approfondimenti sulla sua personalità, Spada avrebbe agito mosso da una «spinta motivazionale interna, ossessiva e incontrollabile». Questa indicazione cruciale proviene dagli specialisti del Racis dei Carabinieri di Roma, sezione psicologia investigativa, ai quali la Procura di Forlì ha affidato un'analisi dettagliata del profilo dell'indagato.

La relazione elaborata dal Racis evidenzia una modalità di selezione delle vittime, descritte come anziani e malati, compatibile con una «logica predatoria e seriale».

Tale documento è citato esplicitamente nel parere del pubblico ministero e nel provvedimento del giudice per le indagini preliminari che, nel corso dell'estate, ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata per l'indagato. Il procedimento giudiziario si concentra sulle morti sospette avvenute durante trasporti in ambulanza, attribuite, nell'impostazione accusatoria, all'inoculazione di aria. Il fulcro degli atti è rappresentato proprio dalla valutazione della sezione di psicologia investigativa sul profilo del 28enne e sui criteri con cui sarebbero state scelte le persone offese.

Il quadro giudiziario e le gravi contestazioni

Nel fascicolo d'indagine, Luca Spada è identificato come ex autista soccorritore della Croce Rossa.

Un decreto di giudizio immediato lo ha rinviato a giudizio davanti alla Corte d'Assise di Forlì, dove dovrà comparire il 15 ottobre 2026. L'accusa principale riguarda la morte di Deanna Mambelli, una donna di 85 anni, deceduta il 25 novembre 2025 durante un trasporto in ambulanza. Per altri cinque decessi, le indagini risultano ancora in corso e sono oggetto di ulteriori accertamenti.

La contestazione formulata dalla Procura di Forlì è quella di omicidio volontario pluriaggravato. L'ipotesi accusatoria si basa sull'idea che il decesso sia stato causato da un'insufflazione di aria in vena, che avrebbe provocato una fatale embolia gassosa. Tra gli elementi richiamati a sostegno di questa tesi, l'autopsia eseguita su Deanna Mambelli assume un ruolo di passaggio centrale per la ricostruzione delle precise cause della sua morte.

Il decreto di giudizio immediato fa riferimento a un'ampia gamma di indizi e prove raccolte. Questi includono i racconti di numerosi testimoni, una vasta documentazione sanitaria, documenti interni della Croce Rossa, intercettazioni telefoniche e telematiche, nonché ricerche online attribuite a Spada e effettuate nei giorni immediatamente precedenti al decesso della signora Mambelli. Gli atti richiamano, inoltre, il controverso tema delle siringhe: una siringa senza ago sarebbe stata rinvenuta nel taschino della divisa del 28enne, elemento considerato rilevante dagli inquirenti.