La Questura di Bologna ha fornito un significativo aggiornamento sulle indagini relative agli scontri avvenuti la sera del 20 luglio 2026. Le proteste, scaturite dalla tragica morte di Abderrahim Fakir, hanno portato a un incremento delle persone denunciate alla Procura di Bologna, il cui numero è salito a 26. Alle 11 denunce iniziali, che includevano un arresto in flagranza, si sono aggiunte altre 15 posizioni identificate grazie all'attenta analisi dei video.
Le nuove accuse contestate riguardano reati gravi come la devastazione, la resistenza aggravata a pubblico ufficiale, il lancio di oggetti durante manifestazioni pubbliche e il travisamento.
Questo ampliamento del quadro investigativo si inserisce nell'ampio lavoro di accertamento avviato dopo la serata di tensione nel centro di Bologna, che ha comportato un meticoloso esame dei filmati disponibili e l'identificazione delle posizioni dei partecipanti agli scontri.
Bilancio dei danni e provvedimenti
La serata di proteste ha lasciato un segno evidente, con 64 operatori delle forze dell’ordine feriti. Il bilancio dei danni materiali è altrettanto significativo: sei mezzi della Polizia sono stati danneggiati, mentre vetrine di negozi e banche sono state distrutte, con ulteriori danneggiamenti diffusi nel centro storico. Oltre alle denunce penali, il lavoro degli investigatori ha portato all'emissione di altre misure.
Alle 26 denunce penali si sommano due sanzioni amministrative e quattro provvedimenti di divieto di accesso ai luoghi urbani (Daspo urbano). Le indagini, tuttavia, non si fermano: gli inquirenti stanno ancora valutando ulteriori identificazioni e posizioni, con accertamenti in corso sui fatti della sera del 20 luglio. Il procedimento mira a definire compiutamente tutte le responsabilità legate agli eventi.
Minacce al sindaco Lepore e indagini correlate
La protesta del 20 luglio, come ricordato, era scaturita dalla tragica morte di Abderrahim Fakir. Nel clima di tensione e nelle successive iniziative, il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha sporto denuncia per le minacce ricevute in seguito al presidio di solidarietà alla famiglia di Fakir.
La Digos, in un fascicolo d'indagine separato da quello sugli scontri di piazza, ha identificato e denunciato 20 persone per minaccia aggravata.
Le persone denunciate per le minacce al primo cittadino provengono da Bologna, dalla provincia e anche da fuori regione. Per queste posizioni, non è stato indicato un orientamento politico specifico. Le frasi contestate, di natura chiaramente intimidatoria, hanno costituito la base per l'accusa di minaccia aggravata.