Il Tribunale di Torino ha disposto un anno di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza nei confronti di due esponenti di spicco della tifoseria organizzata Ultras Granata 1969 del Torino. Il provvedimento, adottato il 28 settembre 2026, è scaturito da una proposta del questore Massimo Gambino, presentata attraverso la Divisione anticrimine della questura.

La misura coercitiva si rivolge a due individui già in passato sottoposti a sorveglianza speciale. La questura ha motivato la nuova decisione con le ripetute violazioni delle prescrizioni imposte durante la precedente applicazione della misura.

La Divisione anticrimine ha meticolosamente documentato le reiterate inosservanze, fornendo gli elementi su cui il questore ha basato la richiesta al Tribunale per un ulteriore periodo di sorveglianza speciale.

La posizione dei leader del tifo organizzato

I due destinatari del provvedimento annoverano numerosi precedenti e sono stati più volte colpiti da Daspo, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive. In alcuni frangenti, tali divieti erano stati aggravati dall’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I provvedimenti attualmente in vigore sono legati a condotte violente, manifestate in particolare nei confronti di tifosi di altre squadre.

La nuova sorveglianza speciale, della durata di un anno, si aggiunge al complesso quadro delle misure già applicate a carico dei due esponenti del tifo organizzato granata.

La richiesta del questore è stata formulata a seguito dell'intensa attività investigativa della Divisione anticrimine, che ha raccolto e analizzato gli elementi probatori relativi alle violazioni delle prescrizioni precedentemente imposte.

Controlli e divieti: un quadro di prevenzione

La ricostruzione degli eventi conferma che entrambi gli individui erano già soggetti a misure restrittive a causa di episodi di violenza che li avevano visti coinvolti in scontri con tifoserie avversarie. La decisione del Tribunale è giunta dopo una serie di controlli approfonditi condotti dalla Divisione anticrimine della Polizia, volti a verificare il rigoroso rispetto delle regole previste dalle misure preventive precedentemente applicate.

Il Daspo, menzionato nel provvedimento, rappresenta il divieto di accesso alle manifestazioni sportive. Nel caso specifico dei due ultras del Torino, i divieti sono direttamente collegati a condotte violente e, per alcune disposizioni, anche all’obbligo di presentazione periodica alla polizia giudiziaria. Il nuovo anno di sorveglianza speciale è dunque strettamente ancorato alle violazioni reiterate delle normative vigenti.