Una nuova e cruciale udienza si è svolta il 30 settembre 2026 nell’ambito del processo d’Appello bis per l’omicidio di Serena Mollicone, la diciottenne di Arce tragicamente scomparsa nel 2001. Presso la Corte d’Assise d’Appello di Roma, il dibattito si è concentrato su un elemento probatorio di fondamentale importanza: la lesione rinvenuta sulla porta della caserma dei Carabinieri di Arce. L’ingegnere Remo Sala, consulente della Procura Generale, ha presentato le sue conclusioni tecniche, affermando con chiarezza che la lesione è “più compatibile con un cranio che con un pugno”.
Questa perizia introduce un elemento interpretativo di notevole peso nella complessa ricostruzione della dinamica dei fatti che portarono alla morte della giovane.
La valutazione del consulente Sala si inserisce direttamente in uno dei nodi centrali e più discussi dell’intero procedimento giudiziario: l’origine precisa e la natura del foro riscontrato sulla porta della caserma. Secondo l’ipotesi sostenuta dall’accusa, il 1° giugno 2001, Serena Mollicone sarebbe stata violentemente sbattuta contro quella porta, al culmine di una lite accesa con Marco Mottola, perdendo a seguito dell’impatto i sensi. La ricostruzione accusatoria prosegue delineando come il corpo della ragazza sarebbe stato successivamente soffocato utilizzando nastri adesivi e, in un secondo momento, abbandonato nel boschetto di Fonte Cupa.
La tesi della Procura Generale, ora rafforzata e supportata dalla consulenza tecnica dell’ingegnere Sala, mira a consolidare ulteriormente questa specifica sequenza di eventi.
La perizia sul foro della porta: analisi tecnica e implicazioni
Nel corso della sua dettagliata deposizione, l’ingegnere Remo Sala ha fornito una minuziosa spiegazione delle motivazioni alla base delle sue conclusioni. Ha illustrato come la lesione visibile sulla porta presenti una conformazione e delle dimensioni che si allineano in modo estremamente preciso con l’osso orbitale della testa di Serena Mollicone. Ha inoltre evidenziato, in un’analisi comparativa, che un eventuale impatto causato da un pugno avrebbe lasciato un segno di dimensioni significativamente inferiori, stimabili approssimativamente alla metà di quelle effettivamente rilevate sul reperto.
Attraverso questa rigorosa analisi tecnica, il consulente ha stabilito un collegamento diretto e convincente tra la morfologia e la grandezza del danno e l’ipotesi di un impatto con il cranio della ragazza. Questa interpretazione si discosta in maniera netta dalla versione che, nel corso degli anni di indagini e processi, aveva prospettato un pugno sferrato dall’allora comandante della stazione dei Carabinieri di Arce, Franco Mottola.
Il processo d’Appello bis vede imputati Marco Mottola, insieme ai suoi genitori, Franco e Annamaria Mottola. È importante sottolineare che, dopo essere stati assolti in due precedenti gradi di giudizio, i tre membri della famiglia Mottola si trovano ora nuovamente a rispondere delle gravi accuse davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Roma.
L’udienza in questione ha offerto anche una prospettiva diametralmente opposta sull’interpretazione del reperto della porta, presentata dal criminologo Carmelo Lavorino, che agisce come consulente tecnico per la difesa della famiglia Mottola.
La posizione della difesa e i dubbi sulla genuinità del reperto
Il criminologo Carmelo Lavorino ha contestato con estrema fermezza qualsiasi possibile collegamento tra il foro riscontrato sulla porta e un presunto impatto con la testa di Serena Mollicone. La sua valutazione è stata espressa in termini categorici e inequivocabili: “non c'è alcuna prova che quel foro sulla porta sia stato provocato dall'impatto con la testa di Serena Mollicone”. Il consulente della difesa ha inoltre sollevato questioni di cruciale importanza riguardanti la stessa genuinità del reperto.
Ha posto l’accento sul fatto che, a causa della modalità di gestione e conservazione del reperto tra il 2001 e il 2008, non fosse possibile avere una certezza assoluta sulla sua integrità e autenticità, mettendo così in discussione la piena validità delle analisi e delle conclusioni che su di esso sono state basate.