Nel contesto del processo in corso a Udine per l'uccisione di Alessandro Venier, l'udienza del 30 settembre 2026 ha portato alla luce dettagli significativi. In aula sono emersi i precedenti guai giudiziari della vittima e una situazione familiare già segnalata come problematica. Le testimonianze dei carabinieri hanno delineato un quadro di tensioni domestiche che avevano caratterizzato il periodo precedente la sua morte.
Alessandro Venier era stato arrestato a gennaio per una vicenda legata alla vendita su eBay di armi da guerra, recuperate dal lago di Cavazzo.
Dopo un periodo ai domiciliari, gli era stato imposto l'obbligo di firma fino alla fine di maggio. Il 25 luglio, Venier è stato tragicamente ucciso e fatto a pezzi nella sua villetta di Gemona; il corpo è stato ritrovato sei giorni dopo, occultato in un bidone pieno di calce. Le imputate in questo grave caso di omicidio sono Lorena Venier, madre della vittima, e Mailyn Castro Monsalvo, sua ex compagna.
Le tensioni familiari e la nuova perizia psichiatrica
Le deposizioni dei militari hanno approfondito anche le segnalazioni pregresse relative alla situazione domestica della famiglia. In particolare, a febbraio, un gesto autolesionistico compiuto da Mailyn Castro Monsalvo aveva già portato all'informazione di diverse autorità competenti.
Questo elemento è stato richiamato durante l'udienza del 30 settembre 2026, fornendo un contesto ulteriore ai complessi rapporti familiari e alle vicende giudiziarie che avevano coinvolto Alessandro Venier nei mesi immediatamente precedenti al suo decesso.
Un punto cruciale dell'udienza è stata la disposizione di una nuova perizia psichiatrica per le due donne imputate. Questo accertamento, che riguarda sia Lorena Venier sia Mailyn Castro Monsalvo, si inserisce nel procedimento davanti alla Corte d’Assise di Udine. L'obiettivo primario della perizia è verificare in modo approfondito la loro capacità di intendere e di volere al momento dei fatti contestati, un aspetto fondamentale per la definizione del quadro processuale.
L'avvio del processo per omicidio
Il processo per l'omicidio di Alessandro Venier, avvenuto a Gemona, si era formalmente aperto il 20 luglio 2026. Le due imputate sono accusate in concorso di omicidio volontario aggravato, oltre ai reati di occultamento e vilipendio di cadavere. Già nella fase iniziale del dibattimento, la Corte d’Assise di Udine aveva accolto la richiesta di una prima perizia psichiatrica per le due donne, riconoscendo la complessità del caso.
Durante la stessa fase processuale, era stata presa la decisione di escludere una registrazione audio che era stata fortemente contestata dalla difesa. Successivamente, l'udienza era stata fissata per il 30 settembre 2026, data in cui il procedimento ha proseguito con l'esame dei riferimenti ai precedenti giudiziari che avevano riguardato la vittima, contribuendo a delineare un quadro più completo della sua vita e delle circostanze che hanno preceduto la sua tragica fine.