Una tragedia ha colpito Palermo il 9 settembre 2026, quando Andrea Liberto, un uomo di 31 anni, è morto folgorato in un piano scantinato. L'incidente si è verificato in viale Michelangelo, dove Liberto era sceso insieme a un’altra persona per verificare una perdita d’acqua proveniente da un flessibile. Il locale, un seminterrato, presentava sul pavimento alcuni centimetri d’acqua, una circostanza che ha reso l'ambiente particolarmente pericoloso.

Durante il tentativo di ispezione, il trentunenne avrebbe toccato una scaffalatura metallica. Nelle immediate vicinanze di questa struttura erano presenti fili scoperti, che si ritiene abbiano causato la scarica elettrica fatale.

La combinazione di acqua sul pavimento e cavi elettrici esposti ha creato le condizioni per la tragica folgorazione.

I soccorsi e le prime verifiche

Immediatamente dopo l'allarme, sul luogo dell'incidente sono intervenuti i vigili del fuoco e il personale sanitario del 118. I soccorritori hanno tentato disperatamente di rianimare Andrea Liberto, ma purtroppo ogni sforzo si è rivelato vano e il decesso è stato constatato sul posto. Per le procedure di rito e l'ispezione cadaverica, è stato chiamato anche il medico legale, che ha operato nel seminterrato delle palazzine popolari di viale Michelangelo, teatro della tragedia.

La dinamica dell'accaduto è stata ricostruita basandosi sugli elementi trovati nel locale.

La presenza della perdita dal flessibile ha spinto Liberto e il suo accompagnatore a intervenire. Il contatto con la scaffalatura metallica, in un punto dove i fili elettrici erano scoperti, in un ambiente reso conduttivo dall'acqua, è stato l'evento chiave che ha portato alla folgorazione. Non sono stati segnalati altri feriti in relazione a questo specifico episodio.

Un allaccio abusivo scoperto nello stesso complesso

Nel corso delle indagini e delle verifiche successive all'incidente, le autorità hanno esteso i controlli all'intero complesso residenziale. In un altro immobile, situato nello stesso stabile ma distinto dal luogo della tragedia, è stato rinvenuto un allaccio abusivo all’energia elettrica.

Questo ritrovamento ha portato alla denuncia di una donna per furto di energia, un episodio che, sebbene avvenuto nello stesso contesto edilizio, è considerato separato dalla morte di Andrea Liberto.

La comunità di Palermo è stata scossa da questo tragico evento, che sottolinea i pericoli legati alla manutenzione domestica in ambienti non sicuri e alla presenza di impianti elettrici non a norma. La vicenda di Andrea Liberto rimarrà un monito sulla necessità di massima cautela in situazioni di potenziale rischio.