La Polizia di Stato di Piacenza ha condotto il 16 settembre 2026 un'operazione contro una presunta organizzazione criminale transnazionale dedita allo spaccio di cocaina. L'intervento ha portato a 21 arresti e ha coinvolto 36 indagati. L'indagine, avviata nel 2025 anche grazie a segnalazioni tramite l'app YouPol, si è concentrata su un gruppo prevalentemente di cittadini tunisini, con collegamenti in Tunisia.

La rete operava con un sistema di vendita basato su utenze telefoniche collegate a un centralino in Tunisia. Gli ordini erano smistati agli spacciatori sul territorio piacentino, che raggiungevano gli acquirenti in auto o monopattino, scambiando la posizione tramite Google Maps.

I social pubblicizzavano nuove scorte. Un'utenza per lo spaccio usava foto di attori vestiti di rosso come immagine.

Struttura, violenza e collegamenti transnazionali

Al vertice del gruppo un soggetto principale, affiancato da luogotenenti. A loro gestione logistica dello spaccio, rifornimenti, riscossione proventi, alloggi per i venditori e sostituzione veicoli. La struttura gestiva lamentele clienti e controllo zone di spaccio, usando "violenza spietata" per punire chi abbandonava il gruppo o per difendere le piazze. L'indagine ha rivelato disponibilità di armi e capacità intimidatoria, con episodi di violenza (pestaggi, aggressioni con accoltellamento) per il controllo delle piazze.

A dicembre 2025, al porto di Genova, è stata sequestrata una vettura di grossa cilindrata.

Il presunto vertice, privo di patente, stava per imbarcarsi per la Tunisia, evidenziando i collegamenti transnazionali del gruppo. L'operazione a Piacenza, con 21 arresti e 36 indagati, ha inferto un duro colpo a questa rete criminale organizzata e violenta, dalle ramificazioni transnazionali.