Per il ponte crollato sul fiume Trigno, lungo la statale 16 che collega Abruzzo e Molise, è stato definito un piano dettagliato di interventi. Il programma prevede la rimozione controllata degli impalcati, delle pile e delle strutture di fondazione dell’intero viadotto. La procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, ha illustrato le fasi operative a seguito di un vertice dedicato al cedimento della struttura, avvenuto il 2 aprile 2026. All’incontro hanno preso parte magistrati, rappresentanti di Anas, geologi, ingegneri e Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Campobasso, per delineare una strategia congiunta.

Le operazioni pianificate interesseranno l’intero manufatto e richiederanno l’impiego di mezzi meccanici robotizzati, capaci di segmentare gli elementi in cemento armato con precisione. Saranno inoltre necessarie gru e mezzi di trasporto di elevata potenza per la movimentazione e lo smaltimento dei materiali. La Procura ha sottolineato l’importanza di operare in condizioni di massima sicurezza per il personale e per i mezzi coinvolti, considerando anche la particolare conformazione dell’alveo del fiume nel punto esatto del crollo dei piloni interessati.

Deviazione temporanea del corso d’acqua per la sicurezza delle operazioni

Un aspetto cruciale del piano è la deviazione temporanea del corso del Trigno.

Per consentire le attività di rimozione nell’area del viadotto, saranno realizzate strutture provvisorie, denominate “ture”, che verranno protette da massi di grande diametro. Questa soluzione è stata individuata in relazione alla profondità dell’alveo nel tratto in cui si trovano i piloni coinvolti dal cedimento e alla necessità di creare condizioni operative idonee per la rimozione sicura dei materiali e delle macerie.

Parallelamente, resta in fase di studio un’alternativa che prevede il sollevamento delle campate crollate. Tuttavia, questa ipotesi presenta significative difficoltà tecniche, principalmente legate alla distanza delle sponde del fiume rispetto al punto di intervento. Tale complessità richiederebbe l’impiego di mezzi e attrezzature particolarmente sofisticate.

Il quadro tecnico attuale non la identifica come una soluzione già definita, ma come una possibilità ancora sottoposta a un’attenta valutazione.

Costi stimati e cronoprogramma degli interventi

Le stime di costo attuali indicano un investimento di circa un milione di euro per la rimozione delle sole campate crollate. Qualora si procedesse con la rimozione dell’intero viadotto, il costo stimato salirebbe a circa 6,5 milioni di euro. Il cronoprogramma degli interventi è già stato delineato con precisione.

La cantierizzazione dell’area è prevista entro la metà di novembre 2026, subordinatamente all’acquisizione delle autorizzazioni necessarie e alla predisposizione di tutti i mezzi indispensabili.

Il dragaggio completo dell’area interessata dal crollo è atteso entro giugno 2027. Successivamente, nell’agosto dello stesso anno, è programmata la rimozione delle campate crollate. La Procura ha confermato che le proprie attività investigative saranno strettamente collegate ai tempi di rimozione delle macerie, al fine di acquisire tutti gli elementi tecnici e materiali necessari per accertare con esattezza le cause del crollo.