Il processo a carico di Gaetano Galvagno, presidente dell’Assemblea regionale siciliana, e del suo ex autista, Roberto Marino, per le accuse di peculato, corruzione, falso e truffa, rimarrà a Palermo. La decisione è stata presa il 17 settembre 2026 dal presidente della terza sezione penale del tribunale di Palermo, Fabrizio La Cascia, che ha respinto l’istanza di trasferimento presentata dalla difesa di Galvagno. Il procedimento proseguirà dunque nel capoluogo siciliano.

Competenza territoriale: processo confermato a Palermo

La difesa di Galvagno aveva richiesto lo spostamento del processo a Catania, sostenendo che il primo e più grave dei reati contestati, il peculato legato all’uso improprio dell’auto blu di servizio, fosse stato commesso in quella città.

Tuttavia, il tribunale ha stabilito la propria competenza a Palermo, ritenendo rilevante, ai fini della giurisdizione territoriale, un episodio specifico contestato proprio nel capoluogo siciliano. Gaetano Galvagno era presente in aula al momento della pronuncia. La prossima udienza è stata fissata per il 5 novembre 2026.

Strategie difensive e questione intercettazioni

Il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, è difeso dagli avvocati Ninni Reina, Antonia Lo Presti e Vittorio Manes, mentre l’ex autista Roberto Marino è assistito dall’avvocato Salvatore Sansone. Le difese hanno annunciato l’intenzione di sollevare eccezioni sull’utilizzabilità delle intercettazioni, un aspetto che sarà affrontato nelle fasi successive del dibattimento, dopo la definizione della competenza territoriale.

Le accuse comprendono peculato, corruzione, falso e truffa, con particolare riferimento all’uso dell’auto blu di servizio.

La conferma della sede processuale a Palermo, ribadita dal presidente della terza sezione penale, sottolinea la pertinenza degli episodi contestati nel capoluogo regionale per la determinazione della competenza, nonostante la richiesta della difesa di spostare il procedimento a Catania in relazione al presunto luogo di commissione del reato più grave.