A Napoli, il 9 settembre 2026, si apre una nuova fase del processo per l'omicidio di Martina Carbonaro, la quattordicenne tragicamente scomparsa l'anno precedente. Davanti alla Corte d’Assise è attesa la deposizione di Fiorenza Cossentino, madre della vittima, che dovrà presentarsi in aula indossando il braccialetto elettronico.
Questo dispositivo è stato imposto dal GIP di Napoli Nord a lei e al marito Marcello Carbonaro, a seguito di un provvedimento di divieto di avvicinamento nei confronti dei familiari di Alessio Tucci, l'ex fidanzato della ragazza e reo confesso dell'omicidio.
Il divieto è scaturito da alcuni episodi di minacce che i genitori della quattordicenne avrebbero rivolto ai congiunti dell'imputato. La testimonianza della madre di Martina si inserisce così in un'udienza cruciale del processo che mira a fare piena luce sulla tragica scomparsa della giovane.
Testimonianze chiave al processo
Nella medesima udienza è prevista anche la deposizione di un'amica di Martina. La ragazza aveva trascorso con la vittima le sue ultime ore prima dell'incontro fatale con l'ex fidanzato Alessio Tucci. L'appuntamento, avvenuto in un edificio abbandonato adiacente allo stadio Moccia di Afragola, in provincia di Napoli, si concluse tragicamente: Martina venne uccisa dopo aver respinto un approccio.
La presenza dell'amica tra i testimoni è fondamentale per ricostruire i momenti che hanno preceduto l'incontro tra Martina e Tucci. Il processo si concentra sulla ricostruzione dettagliata dei passaggi che hanno condotto la quattordicenne nello stabile abbandonato, luogo indicato come scena del delitto.
Il contesto dell'udienza e i provvedimenti sui genitori
Il procedimento riprende dopo un'udienza svoltasi a metà luglio, durante la quale erano state mostrate in aula immagini forti del corpo di Martina dopo le violenze subite. In quell'occasione, la madre, nota anche come Enza Cossentino, aveva accusato un malore. Alla ripresa del processo in Corte d’Assise, fissata alle 9, la madre avrà il compito di fornire la sua ricostruzione della giornata dal punto di vista dei genitori della vittima.
L'udienza del 9 settembre 2026 è la prima dopo l'ordine del GIP di Napoli Nord che ha imposto ai genitori della ragazza il divieto di avvicinamento ai familiari di Alessio Tucci, con l'obbligo di indossare il braccialetto elettronico. Tale misura è stata adottata a seguito delle minacce rivolte ai congiunti dell'imputato, evidenziando la tensione che circonda il drammatico caso.