L’avvocata Alessandra Ballerini, legale dei genitori di Giulio Regeni, è giunta a piazzale Clodio a Roma il 28 settembre 2026, prima dell’ingresso in aula con i familiari del ricercatore. La Corte d’Assise attende la sentenza per quattro ufficiali dei servizi segreti egiziani. La legale ha descritto il percorso della famiglia, fino al processo, come faticoso e costellato di ostacoli.
Ballerini ha ringraziato la “scorta mediatica” e il “popolo giallo”, sottolineando che pochi avrebbero scommesso sull’arrivo a una sentenza. La sua dichiarazione: “Questa è già una vittoria ma non ci accontentiamo”.
La legale ha collegato la presenza in aula alla resistenza della famiglia Regeni, accusando il regime egiziano di aver fatto di tutto per impedire il processo.
Il giorno del verdetto a Roma
L’intervento dell’avvocata si inserisce nella mattinata della decisione della prima Corte d’Assise di Roma. Accanto a lei erano presenti Paola Deffendi, Claudio Regeni e la sorella Irene. Il procedimento vede imputati quattro ufficiali dei servizi di sicurezza egiziani, mai comparsi e formalmente irreperibili. La mancata cooperazione egiziana ha ostacolato per anni la notifica degli atti.
La Procura di Roma ha chiesto l’ergastolo per il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, indicato come l’esecutore dell’omicidio di Regeni, e condanne a 17 anni e mezzo per gli altri tre imputati.
Le richieste dell’accusa non vincolano il collegio giudicante. La Presidenza del Consiglio, tramite l’Avvocatura dello Stato, ha chiesto ai quattro imputati un risarcimento di due milioni di euro.
Imputati e capi d’accusa
Gli imputati sono il generale Tariq Sabir, i colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim, e il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. A tutti è contestato il sequestro di persona pluriaggravato. Solo Sharif risponde anche di lesioni personali aggravate e omicidio aggravato, in concorso con ignoti.
Il corpo di Giulio Regeni fu rinvenuto senza vita al Cairo il 3 febbraio 2016, con evidenti segni di viol