La Provincia di Isernia ha prontamente avviato un’ampia campagna di verifiche antisismiche sugli edifici che ospitano le scuole superiori del territorio. Questa iniziativa segue il terremoto registrato lo scorso 25 luglio 2026, un evento sismico con epicentro a Pizzone e una magnitudo di 4.1. I controlli, di natura specifica e approfondita, interessano gli istituti scolastici situati nei comuni di Isernia, Agnone e Venafro. È stata fissata una scadenza perentoria: tutte le ispezioni dovranno essere completate entro lunedì 14 settembre 2026, data cruciale che segna la riapertura ufficiale delle scuole in Molise.
L’intervento della Provincia mira a salvaguardare l’intero patrimonio scolastico provinciale, garantendo la massima sicurezza per gli studenti, il corpo docente e tutto il personale. I tecnici incaricati sono chiamati a valutare con attenzione tutti gli elementi strutturali e non, indispensabili a garantire la piena sicurezza della comunità scolastica. Queste verifiche non hanno solo lo scopo di accertare l’agibilità immediata, ma anche di delineare un quadro complessivo e dettagliato sullo stato di salute delle strutture coinvolte, fornendo dati essenziali per future pianificazioni.
Il perimetro degli accertamenti e la scadenza
Gli accertamenti tecnici si concentrano, come detto, su tre centri nevralgici della provincia: Isernia, Agnone e Venafro.
La data limite del 14 settembre riveste un’importanza strategica, poiché collega direttamente le attività di verifica alla imminente ripresa delle lezioni in tutta la regione Molise. La Provincia ha espressamente richiesto controlli mirati sugli edifici che accolgono gli studenti, con l’obiettivo primario di acquisire valutazioni tecniche precise e aggiornate sullo stato di ciascuna struttura, in particolare dopo l’evento sismico di luglio.
Il lavoro meticoloso dei tecnici è orientato a individuare tutti gli elementi utili a rafforzare la sicurezza degli ambienti scolastici. Nel quadro delineato dall’ente provinciale, le verifiche non si limitano a un’analisi superficiale o al singolo edificio, ma contribuiscono a definire una condizione generale delle strutture scolastiche coinvolte nelle tre aree geografiche individuate.
Il rispetto del cronoprogramma è fondamentale, con il rientro a scuola fissato inderogabilmente al 14 settembre.
Dettagli sul terremoto del 25 luglio
Il terremoto che ha motivato queste importanti verifiche è stato rilevato con precisione alle 00:08 ora italiana del 25 luglio 2026. La registrazione è avvenuta grazie alle stazioni della Rete Sismica Nazionale. L’evento ha presentato una magnitudo Richter ML 4.1, con una localizzazione puntuale a circa due chilometri a ovest di Pizzone e una profondità ipocentrale stimata in circa 10 chilometri. L’area geografica interessata dal sisma si trova in una zona di confine tra le regioni Molise, Abruzzo e Lazio.
Le analisi successive hanno permesso di calcolare una mappa di scuotimento sismico, elaborata utilizzando i dati forniti dalle reti sismiche e accelerometriche dell’INGV e del DPC.
Questa mappa ha evidenziato livelli di scuotimento stimati fino al V grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS). Le mappe dei risentimenti macrosismici, ottenute attraverso la raccolta e l’analisi di questionari, hanno rivelato che la percezione dell’evento sismico si è estesa su un’area molto vasta, abbracciando un territorio che va dal Tirreno all’Adriatico, con un particolare impatto nelle zone più prossime all’epicentro.