A Cavalese, due individui che si spacciavano per carabinieri sono stati fermati dai militari della compagnia locale al termine di un’operazione di controllo e pedinamento. L’intervento ha sventato la fuga dei presunti autori di una truffa ai danni di un’anziana residente. I carabinieri avevano individuato un’autovettura a noleggio, proveniente da fuori regione, che si muoveva con atteggiamento sospetto nel centro abitato.
Durante l’osservazione, uno degli occupanti del veicolo è stato notato mentre entrava e usciva da un’abitazione privata. Le pattuglie hanno quindi avviato un pedinamento coordinato, bloccando l’auto poco dopo e procedendo alla perquisizione.
A bordo sono stati rinvenuti 6.300 euro in contanti e diversi monili e preziosi in oro. Il denaro e i gioielli sono stati ritenuti refurtiva appena sottratta con la consolidata tecnica del “finto carabiniere”.
L'operazione nel centro abitato
L’intervento è scattato in seguito al passaggio dell’auto a noleggio nel centro di Cavalese. Dopo aver notato i movimenti del veicolo e l’ingresso di uno degli occupanti in una casa privata, i militari hanno seguito l’auto e l’hanno fermata. La perquisizione ha permesso di recuperare l’intera somma in contanti e i gioielli. I beni sono stati sottoposti a sequestro in vista della restituzione alla vittima.
I due soggetti fermati sono stati messi a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
Il caso evidenzia una truffa nella quale i presunti autori si sono presentati o qualificati come appartenenti all’Arma per ottenere denaro e oggetti preziosi da una persona anziana. L’operazione dei carabinieri di Cavalese ha collegato il comportamento sospetto osservato nel centro abitato con la successiva scoperta dei beni sottratti all’interno del veicolo controllato.
La tecnica del “finto carabiniere”
La modalità impiegata nel caso di Cavalese coincide con uno schema di raggiro utilizzato anche in altri episodi segnalati nel Nordest. Nel Pordenonese, il 9 settembre 2026, sono stati registrati numerosi tentativi di truffa agli anziani in diversi comuni, tra cui Pordenone, Aviano, Azzano Decimo, Budoia, Chions, Maniago, Prata e San Vito al Tagliamento. In tali circostanze, i truffatori si sono finti carabinieri per ingannare le vittime.