Il Tribunale del Riesame di Napoli ha disposto, in data 14 settembre 2026, la revoca del divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico. Tale misura era stata precedentemente emessa dal gip di Napoli Nord nei confronti di Marcello Carbonaro e Fiorenza Cossentino, i genitori di Martina Carbonaro. La giovane, di soli quattordici anni, fu tragicamente uccisa nel 2025 ad Afragola, in provincia di Napoli, per mano dell’ex fidanzato Alessio Tucci. Quest'ultimo è reo confesso del delitto e attualmente imputato per omicidio volontario pluriaggravato.
La misura cautelare in questione era stata adottata a seguito di una serie di episodi che erano stati interpretati come presunte minacce rivolte ai familiari dell’imputato. Il provvedimento, che prevedeva l'applicazione del dispositivo elettronico, riguardava indistintamente entrambi i genitori della quattordicenne. La difesa, rappresentata dall’avvocato Sergio Pisani, ha presentato ricorso davanti al Tribunale del Riesame, contestando fermamente i presupposti giuridici della misura e chiedendone l'immediata revoca.
La revoca del divieto e le argomentazioni della difesa
La decisione del Tribunale del Riesame è giunta in merito al provvedimento originariamente disposto dal gip del Tribunale di Napoli Nord.
La linea difensiva dei genitori ha sostenuto con convinzione che gli episodi posti alla base della misura cautelare dovessero essere ricondotti esclusivamente al profondo e comprensibile stato emotivo di dolore e disperazione vissuto dopo l’efferata uccisione della figlia, piuttosto che a condotte penalmente rilevanti qualificabili come minacce concrete. L'avvocato Pisani ha infatti categoricamente definito tali fatti come "meri sfoghi di dolore e disperazione", distanziandoli dalla natura di vere e proprie minacce, e ha contestato in particolare la forma aggravata con cui erano state considerate.
Nel proprio ricorso, la difesa ha inoltre sollevato obiezioni sui presupposti giuridici del provvedimento stesso, richiamando specificamente i limiti edittali del reato contestato in rapporto alla tipologia di misura cautelare applicata.
Il punto centrale dell’istanza presentata ha riguardato, di conseguenza, sia la ricostruzione fattuale delle condotte attribuite ai genitori sia la legittimità e la proporzionalità dell'applicazione del divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico nel contesto specifico della vicenda.
L’udienza che ha portato alla decisione si è svolta davanti al Tribunale del Riesame di Napoli, dove il provvedimento è stato esaminato a seguito della richiesta di revoca avanzata dalla difesa di Marcello Carbonaro e Fiorenza Cossentino. La contestazione difensiva si è concentrata sulla valutazione della rilevanza penale delle frasi attribuite ai genitori e sulla loro interpretazione come veri e propri episodi minacciosi diretti verso i familiari di Alessio Tucci.