La Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo (DNA) ha avviato accertamenti sul caso della truffa che ha colpito la banca Revolut, perpetrata utilizzando un account riconducibile alla Prefettura di Reggio Calabria. La vicenda, emersa il 16 settembre 2026, si concentra su una richiesta ritenuta proveniente da un ente governativo, ora al centro delle indagini della Polizia Postale. Il sottile meccanismo della frode e il coinvolgimento di un'istituzione pubblica hanno spinto gli inquirenti a un'azione coordinata, con l'obiettivo di fare piena luce sull'accaduto.
La prima informativa della Polizia Postale descrive un'azione estremamente sofisticata. Gli investigatori stanno cercando di stabilire se la posta elettronica certificata (PEC) della prefettura sia stata violata oppure clonata. L'attivazione dei magistrati della DNA è direttamente collegata alla presenza di un ente governativo tra gli elementi chiave della violazione. La banca coinvolta, Revolut, una nota fintech inglese, è al centro degli approfondimenti che mirano a chiarire anche la posizione dei suoi correntisti, i cui dati potrebbero essere stati sottratti illecitamente.
Le verifiche sulla PEC e sul dark web
Le indagini si estendono all'analisi della rivendicazione apparsa a nome del gruppo iamnotavillain.
Parallelamente, prosegue un attento monitoraggio del dark web, con l'obiettivo di verificare l'eventuale messa in vendita dei dati trafugati ai correntisti di Revolut. La parte tecnica dell'inchiesta si concentra sia sull'origine della comunicazione utilizzata per la truffa sia sull'eventuale circolazione successiva delle informazioni illecitamente ottenute, per comprendere l'intera catena dell'attacco.
La PEC della Prefettura e il contesto dell'indagine
Tra gli elementi cruciali emersi nel caso vi è un'e-mail datata 24 luglio 2026, collegata a screenshot diffusi da Duel. L'indirizzo indicato come destinatario è riconducibile allo schema delle caselle PEC del Ministero dell'Interno, specificamente per la Prefettura di Reggio Calabria, e fa riferimento all'area Enti locali.
Tuttavia, il domicilio digitale ufficialmente censito per la Prefettura di Reggio Calabria risulta essere diverso da quello presente nella comunicazione oggetto di indagine. L'area Enti locali della Prefettura è tipicamente associata a funzioni di raccordo e collaborazione con le amministrazioni locali, nonché alla gestione delle consultazioni elettorali e referendarie. La discordanza tra l'indirizzo PEC utilizzato nella truffa e quello ufficiale, unita alla natura delle funzioni dell'area Enti locali, rappresenta un punto focale per gli investigatori che cercano di comprendere la dinamica e la portata dell'attacco, analizzando le anomalie riscontrate nelle comunicazioni.