Il Tribunale del Riesame di Napoli ha revocato il divieto di avvicinamento, con braccialetto elettronico, imposto a Marcello Carbonaro e Fiorenza Cossentino, genitori di Martina Carbonaro. La quattordicenne è stata tragicamente uccisa nel 2025 ad Afragola, in provincia di Napoli, per mano dell'ex fidanzato, Alessio Tucci. La decisione è stata resa nota a Napoli il 14 settembre 2026.

La misura cautelare era stata disposta dal gip di Napoli Nord a seguito di minacce rivolte ai familiari dell’imputato. Alessio Tucci è reo confesso dell’assassinio ed è accusato di omicidio volontario pluriaggravato.

Il provvedimento limitava la possibilità per i genitori di Martina di avvicinarsi ai familiari dell'imputato e prevedeva l'obbligo del braccialetto elettronico.

La decisione del Riesame

Il collegio del Riesame ha accolto la richiesta della difesa della famiglia Carbonaro, rappresentata dall’avvocato Sergio Pisani. I giudici hanno ritenuto non più sussistenti le condizioni per mantenere la misura cautelare a carico di Marcello Carbonaro e Fiorenza Cossentino. Il divieto di avvicinamento era stato emesso a luglio dal giudice per le indagini preliminari di Napoli Nord.

La difesa ha contestato i presupposti del provvedimento, interpretando gli episodi come "meri sfoghi di dolore e disperazione, più che vere e proprie minacce, peraltro contestate nella forma aggravata".

L'avvocato Pisani ha inoltre sollevato obiezioni sui limiti edittali del reato, mettendoli in relazione con l'applicazione di una misura che incide sulla libertà personale, come l'obbligo del braccialetto elettronico.

Il contesto del procedimento

Gli episodi richiamati nel procedimento riguardano momenti di forte tensione e contrasti verbali con alcuni familiari dell’imputato, verificatisi durante le udienze davanti alla Corte d’Assise. Il processo in corso vede Alessio Tucci imputato per omicidio aggravato in relazione alla morte di Martina Carbonaro, avvenuta ad Afragola il 26 maggio 2025. La giovane fu colpita ripetutamente alla testa con una pietra.

Fiorenza Cossentino, nota anche come Enza, aveva deposto il 9 settembre scorso, testimoniando in aula mentre indossava il braccialetto elettronico. Nel corso della sua deposizione, aveva ricostruito le ultime ore di vita della figlia.