Mario Roggero, il gioielliere cuneese di 72 anni, ha reso dichiarazioni spontanee davanti al Tribunale di Sorveglianza di Milano il 16 settembre 2026. L'occasione è stata l'udienza cruciale dedicata all'istanza di differimento della pena, un procedimento che si inserisce nel più ampio contesto della sua posizione detentiva. Durante la sua deposizione, Roggero ha espresso un profondo rammarico per gli eventi accaduti, richiamando l'importanza del rispetto per ogni vita umana. Le sue parole, riportate in aula, sono state: “Siamo tutte gocce nel grande oceano.
Tutte le vite meritano rispetto. Quel giorno avrei potuto avere un comportamento meno impulsivo e più riflessivo”.
L'udienza milanese, iniziata alle 11:10 del 16 settembre 2026, ha visto la partecipazione del legale di Roggero, l'avvocato Stefano Marcolini, che ha comunicato il contenuto delle dichiarazioni spontanee del suo assistito. Sul fronte dell'accusa, il pubblico ministero Emma Gambardella ha proposto l'inammissibilità dell'istanza presentata dalla difesa. I giudici del Tribunale di Sorveglianza si sono riservati la decisione finale, che sarà comunicata in un secondo momento.
Il cuore della richiesta: differimento della pena
Il fulcro dell'udienza tenutasi a Milano è stato l'istanza di differimento della pena.
La strategia difensiva di Roggero, già delineata in precedenti occasioni, mira a ottenere il differimento dell'esecuzione della condanna in attesa della decisione del Presidente della Repubblica sulla domanda di grazia. In via subordinata, la difesa ha avanzato la richiesta di detenzione domiciliare. Questo procedimento davanti al Tribunale di Sorveglianza di Milano si colloca, dunque, all'interno del medesimo perimetro processuale che riguarda l'esecuzione della pena e la complessiva situazione detentiva del gioielliere.
Attualmente, Mario Roggero è detenuto presso il carcere milanese di Bollate. La sua vicenda giudiziaria affonda le radici nell'aprile 2021, quando, a seguito di una rapina avvenuta nel suo negozio, il gioielliere cuneese ha sparato, uccidendo due rapinatori e ferendone un terzo.
Per questi fatti, Roggero è stato condannato a una pena di 14 anni e nove mesi di reclusione.
Il precedente rigetto del Tribunale di Sorveglianza di Torino
L'udienza milanese segue di pochi giorni un altro importante passaggio giudiziario. Il 14 settembre 2026, infatti, il Tribunale di Sorveglianza di Torino aveva già rigettato una richiesta analoga di differimento della pena, anch'essa presentata dalla difesa di Roggero. In quella circostanza, la domanda principale riguardava il differimento dell'esecuzione della pena in attesa della pronuncia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla domanda di grazia. Anche in quell'occasione, in subordine, la difesa aveva sollecitato l'applicazione della detenzione domiciliare. L'istanza torinese era stata avanzata durante un'udienza precedente, il 9 settembre, sempre con l'obiettivo di ottenere una sospensione della pena.