Dodici cavalli arabi, dieci giumente e due stalloni, sono stati salvati da un allevamento situato a Bubbio, in provincia di Asti. L'intervento, condotto dai carabinieri forestali e dal servizio veterinario dell’Asl, ha permesso di porre fine a una situazione di grave degrado: gli animali, infatti, vivevano in condizioni di evidente magrezza, risultando sfiancati e denutriti e privi delle cure essenziali.
L'operazione ha preso avvio grazie a numerose segnalazioni pervenute da cittadini e associazioni animaliste, che hanno allertato le autorità sulle precarie condizioni degli equini.
Queste segnalazioni hanno portato a un sequestro penale d’urgenza degli esemplari, volto a tutelarne la salute e il benessere.
Il primo sopralluogo risale al 20 luglio, data in cui un'ispezione aveva già evidenziato una situazione critica. Al titolare dell’allevamento erano state impartite precise direttive per ripristinare condizioni di vita adeguate per i cavalli, ma tali prescrizioni sono rimaste completamente inattese. Una successiva verifica, effettuata il 14 agosto dai carabinieri del Nipaaf (Nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale di Asti), dal Nucleo forestale di Bubbio e dai medici veterinari dell’Asl, ha purtroppo confermato un ulteriore peggioramento: in quella occasione, gli animali sono risultati ancora più denutriti.
Il sequestro e il monitoraggio sanitario
Lo stato corporeo dei cavalli era estremamente preoccupante, con un Body Condition Score compreso tra 0 e 1 su una scala di 5, dove il valore 0 indica il più grave sottopeso. Le condizioni di estrema fragilità degli animali hanno reso particolarmente delicata anche la gestione del loro spostamento, poiché un trasferimento immediato avrebbe potuto comportare conseguenze fatali per la loro già compromessa salute.
A seguito del sequestro penale d’urgenza, il proprietario è stato temporaneamente nominato custode. Questa nomina è avvenuta sotto condizioni estremamente stringenti e con un monitoraggio assiduo da parte dell’Asl, finalizzato a garantire una alimentazione corretta e le cure minime indispensabili per la loro sopravvivenza.
Il trasferimento nel Varesotto
Finalmente, il 28 agosto, grazie alla disponibilità di associazioni riconosciute dal Ministero della Salute ad accogliere i cavalli e al nulla osta sanitario alla movimentazione, la Procura di Alessandria ha disposto il trasferimento definitivo dei dodici animali. L’ospitalità è stata generosamente offerta da una associazione no-profit con sede in provincia di Varese, che si è fatta carico della loro accoglienza e riabilitazione.
La struttura individuata per l’accoglienza è stata ritenuta perfettamente idonea a garantire il benessere e il recupero degli equini. Le complesse operazioni di trasferimento hanno richiesto il coinvolgimento coordinato di numerosi volontari, veterinari e trasportatori specializzati, tutti impegnati per assicurare che gli animali, pur in condizioni di fragilità fisica, potessero raggiungere la loro nuova casa in sicurezza. Nonostante le difficoltà, i cavalli sono apparsi vigili e curiosi, mostrando un incoraggiante segno di vitalità.