Il pubblico ministero Lorenzo Fornace, presso il tribunale di Imperia, ha richiesto l’assoluzione per Claudio Scajola, attuale sindaco e presidente della Provincia di Imperia. La richiesta è giunta al termine della requisitoria, tenutasi il 18 settembre 2026 davanti alla giudice Francesca Di Naro, nell’ambito del processo che vede Scajola accusato di favoreggiamento nei confronti dell’imprenditore Antonio Maiolino, titolare di un’officina in città. L’avvocato Elisabetta Busuito, difensore di Scajola, era presente in aula.

La formula invocata dal pubblico ministero per l’assoluzione è “perché il fatto non sussiste”.

Il procedimento giudiziario si concentra sull’ipotesi accusatoria secondo cui Scajola avrebbe intimato all’ex comandante della polizia municipale imperiese, Aldo Bergaminelli, di non procedere con un sopralluogo in un terreno situato nella zona di Caramagna. In quell’area, Maiolino, identificato anche come meccanico, stava cercando di avviare una nuova attività dopo aver lasciato la sua precedente sede. Il terreno in questione è stato descritto come non edificabile.

La genesi del processo: sopralluogo negato e presunti abusi

Il caso processuale trae origine da accertamenti su presunti abusi edilizi e paesaggistici contestati all’imprenditore Maiolino. Tali accertamenti erano stati avviati su iniziativa del nucleo carabinieri forestali di Imperia, a seguito di una segnalazione confidenziale.

Il punto centrale del dibattimento riguarda il presunto intervento di Scajola per impedire il sopralluogo della polizia municipale nel terreno di Caramagna, dove l’imprenditore tentava di insediare la sua nuova attività dopo la perdita della sede precedente.

Il contesto più ampio della vicenda include lo sgombero dell’officina dove Maiolino operava in precedenza e i lavori collegati alla pista ciclabile, elementi richiamati nelle ricostruzioni del procedimento. In questo quadro, è stato menzionato anche il riferimento al Pnrr. La precedente officina si trovava nell’area compresa tra viale Matteotti e via Trento, una zona che Scajola stesso aveva citato nelle udienze precedenti per illustrare il contesto amministrativo in cui si era sviluppato il suo interessamento alla situazione.

La difesa di Scajola e il ruolo istituzionale

Nel corso delle udienze preliminari e dibattimentali, Claudio Scajola ha costantemente respinto le accuse mosse dalla Procura. Il sindaco ha fermamente sostenuto di non aver in alcun modo favorito l’imprenditore Maiolino, inquadrando il proprio comportamento nell’ambito del suo ruolo istituzionale. Scajola ha infatti dichiarato di aver agito con l’intento di trovare una soluzione amministrativa, e non per favorire specificamente qualcuno, come emerso dalle sue dichiarazioni in aula.