A Senigallia, in provincia di Ancona, è stata annunciata una nuova mobilitazione contro il progetto del nuovo Ponte Garibaldi, soprannominato dai promotori “ponte a brugola”. Un presidio di protesta è stato convocato per sabato 3 ottobre alle ore 11, presso l’area dell’ex ponte Garibaldi. L'iniziativa contesta l'imminente apertura dei cantieri, in attesa del giudizio definitivo del Consiglio di Stato e della replica delle associazioni al commissario Babini.

La protesta si concentra sull'iter dell'opera, richiamando le nuove norme di salvaguardia del Piano d’Assetto Idrogeologico (PAI) del Distretto dell’Appennino centrale e il decreto dell’Autorità di bacino dell’aprile 2025.

I promotori sostengono che tali provvedimenti rendano necessaria una nuova valutazione del progetto, invalidando l'efficacia degli atti precedenti. Tra i punti contestati figura anche la presunta mancanza del nulla osta paesaggistico, poiché l’opera ricade nella fascia di rispetto dei 150 metri dalle sponde del fiume Misa.

Le richieste al Comune e il ricorso amministrativo

Le associazioni chiedono al Comune di Senigallia di esercitare i poteri di controllo e vigilanza per fermare l’apertura dei cantieri nelle aree a rischio esondazione R4, in assenza di titoli ritenuti validi. La richiesta include l’attesa della decisione definitiva del Consiglio di Stato, a cui Italia Nostra, Confluenze e Gruppo Società Ambiente hanno presentato ricorso dopo la negata sospensiva del Tar Marche.

Nelcomunicato dei promotori, viene precisata la posizione: «Non ci battiamo contro il ponte, ma contro questo progetto, per un’opera adeguata al contesto settecentesco della città».

La mobilitazione richiama inoltre le oltre 10mila firme raccolte contro il tracciato attuale. I contestatori collegano la loro opposizione alla richiesta di concentrare le risorse sulle vasche di laminazione a monte, indicate come intervento fondamentale per la sicurezza idrogeologica del territorio. Il tema della sicurezza idrogeologica rimane centrale nella protesta, affiancandosi alle questioni procedurali, paesaggistiche e urbanistiche.