A Monastir, nella città metropolitana di Cagliari, il Siap (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) lancia un pressante appello per una decisione chiara e definitiva sull'utilizzo della struttura destinata all'accoglienza dei migranti, attualmente ospitata nell'ex scuola della Polizia penitenziaria. L'intervento, avvenuto il 5 settembre 2026, vede il segretario provinciale generale del Siap di Cagliari, Mauro Aresu, sottolineare l'emergenza derivante dalla compresenza di funzioni di hotspot e Cas (Centro di Accoglienza Straordinaria) per richiedenti asilo.
Aresu ha evidenziato come sia urgente procedere alla chiusura di una delle due funzioni per garantire condizioni adeguate e superare l'attuale stato di emergenza.
Al centro delle preoccupazioni del sindacato vi sono le critiche condizioni della struttura stessa, i cui lavori di adeguamento risultano ancora non conclusi. Questa situazione si ripercuote direttamente sulla gestione del personale delle forze dell'ordine, impegnato quotidianamente nella vigilanza e nelle delicate pratiche di identificazione e immigrazione. Aresu ha denunciato con fermezza: “A Monastir bisogna chiudere al più presto l'hotspot o il Cas per i migranti richiedenti asilo. I migranti a causa dei lavori di adeguamento ancora non conclusi vi soggiornano in condizioni fortemente precarie e il personale delle forze dell'ordine di vigilanza nonché addetto alle pratiche di identificazione e immigrazione, opera in condizioni critiche, in numero insufficiente e con locali non idonei”.
Il segretario ha quindi ribadito la necessità di una scelta sulla destinazione della struttura e sul rispetto della sua capienza massima, un punto cruciale per la sicurezza e l'efficienza operativa.
L'appello del Siap per la destinazione del centro di accoglienza
Il segretario provinciale generale del Siap di Cagliari, Mauro Aresu, ha sostenuto con forza che la politica, già sollecitata dall'Autorità di Pubblica Sicurezza, debba assumere una decisione improrogabile riguardo l'utilizzo dell'ex scuola della Polizia penitenziaria di Monastir. La richiesta è perentoria: la sede deve essere adibita esclusivamente ad hotspot oppure a Cas, con la garanzia che il numero di ospiti non superi mai la capienza massima prevista.
Nel comunicato diffuso dal sindacato, si evidenzia come tale capienza sia attualmente abbondantemente sforata, aggravando ulteriormente la situazione di emergenza e rendendo indispensabile un intervento risolutivo.
Il Siap ha descritto la situazione come una vera e propria emergenza, una criticità che il sindacato denuncia ormai da mesi. Questa condizione è strettamente legata alla presenza di migranti richiedenti asilo, ai lavori di adeguamento della struttura che non sono stati completati e alla complessa organizzazione dei servizi di vigilanza e identificazione. Per far fronte a tale scenario, il punto operativo cruciale, secondo il testo diffuso dal sindacato, è l'invio di personale aggiuntivo.
“Lanciamo l'ennesimo appello al Dipartimento PS per l'invio immediato di rinforzi straordinari per la gestione ad hoc della struttura”, ha concluso Aresu, sottolineando l'urgenza di un intervento mirato e risolutivo per la sicurezza e l'efficienza operativa del centro di Monastir.