Un importante ritrovamento è avvenuto la mattina del 7 settembre 2026 nel carcere di Rossano, all'interno del reparto di alta sicurezza. Sono stati scoperti alcuni borsoni contenenti telefoni cellulari, coltelli rudimentali, una macchina professionale per tatuaggi completa di accessori e vari utensili. Il materiale era occultato nel vano ascensore dell’area. La notizia è stata resa nota da Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e da Francesco Ciccone, segretario nazionale.

Materiale illecito nel reparto di alta sicurezza

I borsoni contenevano oggetti non permessi in un istituto penitenziario. Tra questi, numerosi telefoni cellulari, affiancati da coltelli rudimentali, una macchina professionale per i tatuaggi con i relativi accessori e diversi altri utensili. Il ritrovamento è avvenuto nel vano ascensore del reparto di alta sicurezza. I rappresentanti del Sappe, Durante e Ciccone, hanno ipotizzato che i dispositivi telefonici potessero essere destinati all'uso o alla cessione onerosa ad altri reclusi, suggerendo un possibile traffico interno.

Le richieste del Sappe: prevenzione e risorse

Di fronte a questo episodio, Durante e Ciccone hanno evidenziato la necessità di comprendere le dinamiche che consentono l'introduzione di tali oggetti.

Hanno chiesto un'intensificazione della prevenzione da parte della Polizia penitenziaria, con un aumento di mezzi e risorse per rafforzare il controllo e impedire l'ingresso e l'utilizzo di dispositivi non autorizzati.

Tra le misure proposte dal Sappe figura la schermatura degli istituti penitenziari. Questa soluzione, secondo i sindacalisti, renderebbe inefficace l'uso dei telefoni introdotti illegalmente, neutralizzandone il funzionamento. La schermatura è considerata cruciale per una più efficace prevenzione e per bloccare definitivamente l'ingresso di questi dispositivi. È stato inoltre ribadito che l'introduzione illegale di telefoni cellulari in carcere costituisce reato.

Il quadro normativo

Il Sappe ha ricordato che l'introduzione nel codice penale, avvenuta nel 2020, di un reato specifico relativo ai telefoni cellulari introdotti illegalmente negli istituti di pena, mira a contrastare questo fenomeno.