Centinaia di studenti hanno animato il centro di Alessandria nella mattinata del 16 ottobre 2026 con una manifestazione significativa. Il corteo, partito dalla centrale piazzetta della Lega, ha attraversato le vie principali della città per raggiungere via Gentilini, sede dell’Ufficio scolastico regionale del Piemonte. La mobilitazione ha inteso porre al centro del dibattito pubblico le condizioni precarie degli edifici scolastici e le gravi carenze strutturali e funzionali denunciate dal coordinamento organizzatore.

Il messaggio principale della protesta è stato sintetizzato nella frase evocativa: “Le scuole ci crollano addosso”.

Tra le problematiche evidenziate, il coordinamento ha segnalato la presenza di aule prive di banchi, servizi igienici sprovvisti di porte e, in alcuni casi, interi istituti senza coperture adeguate. Oltre alle criticità materiali, gli studenti hanno espresso un profondo disagio anche nel rapporto con il ministero dell’Istruzione, riassumendo la loro percezione con l'affermazione: “siamo tutto fuorché studenti”. Questa frase sottolinea la richiesta di un maggiore riconoscimento delle loro esigenze quotidiane e di una considerazione più attenta della loro condizione all'interno del sistema educativo. La mobilitazione ha quindi avuto un duplice obiettivo: richiamare l'attenzione sia sulla sicurezza e l'idoneità degli spazi scolastici, sia sul riconoscimento delle necessità fondamentali di chi vive quotidianamente gli istituti.

Il percorso della protesta nel cuore cittadino

Il corteo studentesco, la cui autorizzazione prevedeva lo svolgimento tra le ore 8:30 e le ore 11:30 di venerdì 16 ottobre 2026, ha interessato diverse arterie del centro di Alessandria. Durante il transito dei partecipanti, le strade comunali coinvolte sono state temporaneamente interdette alla circolazione veicolare per garantire la sicurezza e il regolare svolgimento della manifestazione. Il percorso stabilito ha visto la partenza da piazzetta della Lega, proseguendo poi lungo corso Roma, via Legnano, via San Lorenzo, via Piacenza, via Cavour, piazza della Libertà, via Mazzini, via Pastrengo, via Sant’Ubaldo e corso Monferrato, fino a raggiungere la destinazione finale in via Gentilini.

L’arrivo in via Gentilini, proprio di fronte all’Ufficio scolastico regionale del Piemonte, ha conferito un significato simbolico al tragitto. La scelta di concludere la marcia davanti a questa sede istituzionale ha voluto rimarcare la richiesta diretta di un intervento e di una maggiore attenzione verso le condizioni materiali e strutturali delle scuole del territorio. La protesta si è così sviluppata lungo un itinerario urbano ben definito, partendo da un punto di ritrovo centrale e culminando davanti all'organo scolastico indicato dagli stessi organizzatori come interlocutore privilegiato per le loro istanze.

Le criticità evidenziate dagli studenti

La piattaforma di rivendicazioni presentata dagli studenti ha posto l'accento su problemi concreti e urgenti riscontrati all'interno degli istituti.

Tra le segnalazioni più immediate figurano la mancanza di banchi nelle aule, la carenza di porte nei servizi igienici e l'assenza di coperture in alcune strutture scolastiche. Il coordinamento della manifestazione ha tuttavia specificato che questi elementi, pur essendo gravi, rappresentano solo una parte di un quadro di criticità ben più ampio e complesso, suggerendo che vi siano problematiche ancora più profonde e sistemiche da affrontare. La protesta ha dunque cercato di portare alla luce non solo singoli disagi, ma una situazione generale che richiede un'azione risolutiva e un dialogo costruttivo con le istituzioni.