A Trieste, presso la sede della Lega Navale, si è celebrato il decimo anniversario del progetto “Corridoi Umanitari”, un'iniziativa di grande valore promossa dalla Comunità di Sant’Egidio. Questo significativo traguardo sarà ricordato anche in occasione della Barcolana, la celebre regata internazionale in programma domenica 11 ottobre 2026, dove un'imbarcazione appositamente dedicata veleggerà per portare il messaggio del progetto. La presentazione ufficiale dell'iniziativa ha visto la partecipazione di figure chiave come Roberto Benedetti, presidente della Lega Navale, Sezione Trieste, e Mitja Gialuz, presidente della Società Velica di Barcola e Grignano.

Nel corso del suo decennio di attività, il progetto “Corridoi Umanitari” ha concretamente permesso l'ingresso sicuro e legale in Europa a oltre 10.000 persone, tutte in fuga da complesse situazioni di guerra e persecuzione. La celebrazione triestina ha voluto porre l'accento sul ruolo fondamentale di questa iniziativa non solo come strumento di accoglienza, ma soprattutto come percorso tangibile di integrazione sociale. La scelta di dedicare una barca alla Barcolana simboleggerà questo anniversario, portando il messaggio dei corridoi umanitari tra le onde della regata internazionale.

L'impegno della Lega Navale per solidarietà e inclusione

Intervenendo all'incontro, Roberto Benedetti, presidente della Lega Navale di Trieste, ha voluto sottolineare la profonda sintonia tra la partecipazione dell'associazione a questa iniziativa e i suoi valori associativi.

Benedetti ha evidenziato come la solidarietà, l'accoglienza e l'inclusione siano da sempre pilastri portanti delle attività della Lega Navale. A riprova di questo impegno, ha ricordato la presenza, negli ormeggi della sezione, di quattro imbarcazioni della legalità. Questi natanti, precedentemente sequestrati alla criminalità organizzata e impiegati per il traffico illecito di esseri umani, sono stati ripristinati e sono ora utilizzati per importanti scopi sociali, rappresentando un simbolo concreto di riscatto e utilità collettiva.

Anche Mitja Gialuz, presidente della Società Velica di Barcola e Grignano, ha offerto la sua visione, descrivendo i “Corridoi Umanitari” come uno strumento innovativo e lungimirante, ideato dieci anni fa dalla Comunità di Sant’Egidio anche sul piano giuridico.

L'obiettivo primario di questo progetto è sempre stato quello di offrire una via sicura e legale per la gestione dei flussi migratori, sottraendo le persone vulnerabili dalle mani dei trafficanti di esseri umani e garantendo loro la piena dignità. La Barcolana, con la sua vasta risonanza internazionale, si conferma dunque il palcoscenico ideale per diffondere il messaggio e celebrare l'anniversario di un'iniziativa che continua a generare un impatto positivo.

Le origini e il percorso dei Corridoi Umanitari

Il progetto dei “Corridoi Umanitari” ha preso forma nel 2016, a seguito di un significativo protocollo d'intesa siglato nel dicembre 2015. Questo accordo ha visto la partecipazione congiunta della Comunità di Sant’Egidio, della Tavola Valdese e della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, in stretta collaborazione con i ministeri italiani competenti.

La sua concreta attuazione si è manifestata con il primo arrivo ufficiale, registrato il 29 febbraio 2016: in quella data storica, 97 profughi provenienti dal Libano giunsero al terminal 5 dell'aeroporto di Fiumicino, inaugurando un percorso di speranza e sicurezza per migliaia di persone.