La Regione Emilia-Romagna ha formalizzato un importante accordo per rafforzare l'azione di contrasto alla criminalità organizzata, destinando due unità di personale proprio a ciascuna prefettura del territorio. L'obiettivo primario è potenziare l'attività legata all'emissione delle interdittive antimafia, strumenti cruciali nella lotta contro le infiltrazioni mafiose nel tessuto economico regionale. L'intesa è stata siglata a Bologna il 13 ottobre 2026 dal presidente della Regione, Michele de Pascale, e dai nove prefetti, a seguito di un'intesa preliminare con il Ministero dell'Interno.
Il provvedimento mira specificamente al rafforzamento del lavoro amministrativo svolto dalle prefetture, che utilizzano le interdittive come un efficace strumento di prevenzione antimafia nei confronti delle imprese sospettate di condizionamento. De Pascale ha sottolineato come la firma di questo accordo sia una risposta diretta alla necessità di potenziare gli strumenti di difesa istituzionale contro la presenza mafiosa, che da tempo si manifesta anche nel territorio regionale. Il presidente ha enfaticamente dichiarato: "L'interdittiva è un'arma potente".
Oltre 250 interdittive nel triennio 2024-2026
Il prefetto di Bologna, Enrico Ricci, ha fornito dati significativi sull'efficacia di questi strumenti.
Nel triennio compreso tra il 2024 e il 2026, in Emilia-Romagna sono state adottate oltre 250 interdittive. Ricci ha inoltre specificato che a questi atti si aggiungono i provvedimenti previsti dall'articolo 94 bis del codice antimafia, che consentono un controllo amministrativo mirato sulle aziende coinvolte in situazioni di condizionamento mafioso occasionale, garantendo un monitoraggio costante e una risposta tempestiva.
Il presidente De Pascale ha evidenziato come il numero di interdittive registrato in Emilia-Romagna sia tra i più elevati del Centro-Nord. Questo dato, ha spiegato, non è solo un indicatore della diffusione del fenomeno mafioso, ma soprattutto un segno tangibile della capacità operativa e dell'efficacia d'intervento delle prefetture sul territorio.
De Pascale ha espresso profonda gratitudine ai prefetti per il loro impegno e per la responsabilità che assumono nella firma di questi delicati atti amministrativi, ribadendo che la mafia non è un fenomeno esterno, ma una realtà da affrontare con strumenti rafforzati e coordinati.
Un modello ripreso dalla ricostruzione post-sisma
La decisione di assegnare personale regionale alle prefetture riprende un modello di collaborazione istituzionale già sperimentato con successo in passato. Un'esperienza analoga fu attuata dopo il terremoto dell'Emilia del 2012, quando, con l'insediamento della gestione commissariale per la ricostruzione, una parte del personale dedicato non fu collocata negli uffici regionali, ma distribuita direttamente nelle prefetture delle aree interessate.
Questa forma di supporto diretto si è conclusa alla fine del 2025, con la chiusura del commissariamento.
Il nuovo accordo, dunque, ripristina e consolida quel prezioso supporto amministrativo, ma con una differenza sostanziale: le risorse impiegate sono ora di natura regionale e non più statale. La finalità principale di questa intesa è garantire la continuità e l'efficacia delle azioni di contrasto alla criminalità organizzata, assicurando che le prefetture dispongano del personale necessario per un'azione incisiva e costante nel tempo, a tutela della legalità e della trasparenza nel tessuto economico e sociale dell'Emilia-Romagna.