La Polizia di Stato ha messo a segno un'importante operazione antidroga a Carbonia, culminata il 19 ottobre 2026 con l'arresto di un uomo di 39 anni. L'intervento si inserisce in un più ampio contesto di contrasto allo spaccio di droga nel territorio del Sulcis. L'individuo è stato fermato con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, e nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati circa 2 kg di cocaina, gran parte della quale si presentava allo stato solido, comunemente definita "in pietra".
Oltre alla considerevole quantità di stupefacente, l'operazione ha portato al ritrovamento e al sequestro di oltre 12.000 euro in contanti, somma ritenuta provento diretto dell'attività illecita.
Gli agenti hanno inoltre confiscato un vero e proprio "arsenale" per lo spaccio: cinque bilance elettroniche di precisione, abbondante materiale specificamente destinato al confezionamento delle dosi, una macchina per il sottovuoto – spesso utilizzata per occultare e conservare la droga – e due telefoni cellulari, strumenti essenziali per la gestione dei contatti e delle transazioni. La completezza degli strumenti rinvenuti sottolinea la professionalità dell'attività di spaccio.
Le indagini nel Sulcis: il ruolo strategico dei commissariati
Le complesse attività investigative che hanno portato a questo risultato sono state condotte congiuntamente e con grande coordinamento dai poliziotti dei Settori Anticrimine e delle Squadre di polizia giudiziaria dei Commissariati di Carbonia e Iglesias.
Gli accertamenti si sono concentrati in particolare sul trentanovenne arrestato, sospettato di ricoprire un ruolo di riferimento cruciale e strategico per l'intera rete di spaccio di cocaina nell'area del Sulcis, evidenziando la sua posizione chiave nel traffico locale.
La sostanza stupefacente sequestrata, una volta sottoposta alle necessarie operazioni di lavorazione e "taglio" per essere preparata alla vendita al dettaglio, avrebbe potuto generare un valore commerciale stimato in circa 400.000 euro sul mercato illecito. Questa cifra rappresenta un potenziale guadagno significativo per l'organizzazione criminale, derivante dalla vendita capillare della cocaina, considerando la sua quantità e la possibile moltiplicazione del valore attraverso la trasformazione prima della distribuzione finale.
Trasferimento al carcere di Uta: i dettagli
A conclusione di tutte le formalità di rito previste dalla legge, l'uomo arrestato è stato trasferito presso il carcere di Uta, dove si trova attualmente a disposizione dell'autorità giudiziaria competente. La struttura penitenziaria in questione è la Casa circondariale di Cagliari Uta, intitolata a Ettore Scalas, situata nella zona industriale Macchiareddu, al civico 19, un'area strategica per la logistica.
Secondo i dati aggiornati al 17 ottobre 2026, l'istituto ha una capienza regolamentare di 652 posti, ma ospita attualmente un numero superiore di 858 detenuti, indicando una situazione di sovraffollamento. La scheda della struttura ne conferma la localizzazione nella provincia di Cagliari e indica l'Ufficio di sorveglianza di Cagliari tra gli organi giudiziari competenti per l'istituto.
L'arresto è strettamente correlato all'ipotesi di detenzione ai fini di spaccio e ai numerosi elementi probatori sequestrati durante l'operazione, inclusi la cocaina, il denaro contante e gli strumenti specifici per il confezionamento e la distribuzione della droga.