Si è spenta dopo cinque mesi di agonia la donna vittima di una brutale aggressione a martellate, avvenuta il 9 maggio 2026 a bordo di un autobus di linea nei pressi di Santa Lucia di Stroncone. Il decesso è stato comunicato il 19 ottobre 2026 dall'ospedale di Terni, dove la donna era ricoverata dal giorno dell'attacco. I colpi ricevuti alla testa si sono rivelati purtroppo irreversibili, causando danni fatali.

Il marito della vittima, autore dell'aggressione, era stato arrestato dai carabinieri tre giorni dopo i fatti con l'accusa di tentato femminicidio pluriaggravato.

Attualmente si trova in carcere. Con la morte della donna, la sua posizione giudiziaria è destinata a subire un ulteriore aggravamento, modificando il quadro processuale iniziale.

L'aggressione sull'autobus

L'episodio di violenza si è consumato nella zona di Santa Lucia, una frazione del comune di Stroncone, in provincia di Terni. La donna, una 44enne, si trovava a bordo dell'autobus quando è stata raggiunta dal marito che l'ha colpita ripetutamente alla testa con un martello, sotto gli occhi atterriti dei passeggeri. L'autista del mezzo, con prontezza, ha fermato il veicolo e aperto le porte, consentendo all'aggressore di darsi alla fuga immediatamente dopo l'atto.

Soccorsa in condizioni gravissime, la vittima è stata trasportata d'urgenza in elisoccorso all'ospedale Santa Maria di Terni.

Qui è stata immediatamente ricoverata in terapia intensiva a causa di un grave trauma cranico. Nonostante le cure e i cinque mesi di ricovero, le sue condizioni non sono mai migliorate, culminando nel decesso comunicato il 19 ottobre 2026.

Il braccialetto elettronico e le misure già disposte

L'aggressore, un 42enne di origini marocchine, era già noto alle forze dell'ordine e sottoposto a specifiche misure cautelari. Al momento dell'attacco, l'uomo indossava un braccialetto elettronico e aveva un divieto di avvicinamento nei confronti della vittima, imposto a seguito di precedenti reati rientranti nel cosiddetto "codice rosso". Le indagini successive all'aggressione hanno incluso approfondimenti sul funzionamento del dispositivo e sulla tempistica della sua eventuale rimozione.

Il quadro giudiziario per l'uomo si è delineato con l'arresto, eseguito dai carabinieri tre giorni dopo l'aggressione, e la successiva custodia in carcere. L'accusa iniziale di tentato femminicidio pluriaggravato, formulata in seguito ai fatti del 9 maggio 2026, si è ora modificata con il sopraggiungere della morte della donna, portando a un aggravamento della sua posizione processuale.

Il luogo dei fatti

Il teatro della tragica aggressione è stata Santa Lucia, la frazione di Stroncone attraversata dal mezzo di linea al momento dell'attacco. L'intera area rientra nel territorio ternano, e proprio verso l'ospedale di Terni è stato disposto il trasferimento sanitario d'urgenza. La vicenda rimane indissolubilmente legata al percorso dell'autobus e all'interruzione forzata della sua corsa.