Un uomo di 37 anni è stato arrestato in flagranza a Genova dopo l'intervento delle forze dell'ordine per presunti maltrattamenti in famiglia aggravati. La vittima è la sua compagna, una donna di 32 anni. La notizia, diffusa il 12 ottobre 2026, descrive anni di condotte violente e vessatorie, caratterizzate da violenze, soprusi, umiliazioni e controllo.

Tra gli episodi contestati: aver chiuso la compagna sul balcone di notte e averla costretta, in inverno, a dormire senza coperte con la finestra spalancata. Il controllo si estendeva al lavoro (telefonate, pedinamenti) e all'abitazione, con una telecamera nascosta in cucina.

Avrebbe anche minacciato di far saltare in aria l'appartamento aprendo i fornelli e saturando l'ambiente con il gas.

Minaccia con katana e arresto

L'episodio decisivo è avvenuto sabato sera: l'uomo avrebbe minacciato la donna con una katana, poi risultata ornamentale. La trentaduenne è fuggita in strada e ha chiamato il 112. I poliziotti l'hanno trovata sotto choc e con una ciocca di capelli strappata.

Soccorsa, la donna è stata accompagnata in ospedale, medicata e dimessa con una prognosi di 15 giorni. L'uomo è stato arrestato in flagranza. Il pubblico ministero Walter Cotugno ha chiesto la convalida dell'arresto per maltrattamenti in famiglia aggravati, richiamando il comma 6 dell'articolo 572 del codice penale per comportamenti di controllo, possesso o dominio.

Il quadro normativo

La vicenda si inserisce nel contesto della legge 2 dicembre 2025, n. 181 (in vigore dal 17 dicembre 2025), che ha introdotto il delitto di femminicidio e interventi per il contrasto alla violenza contro le donne e la tutela delle vittime. Tale legge ha modificato l'articolo 572 del codice penale sui maltrattamenti contro familiari e conviventi, prevedendo la reclusione da tre a sette anni.

La modifica richiamata prevede anche un aumento di pena da un terzo alla metà quando il fatto viene commesso come atto,