Gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Fermi-Sacconi-Ceci di Ascoli Piceno hanno scioperato la mattina del 10 ottobre 2026. La protesta denuncia i disagi di un cantiere edile attivo nella scuola da circa quattro anni. La mobilitazione evidenzia le precarie condizioni degli ambienti, le difficoltà didattiche e le preoccupazioni per la salute e sicurezza.

Al centro della contestazione: polveri, rumori e separazioni tra cantiere e spazi didattici ritenute non adeguate. Il messaggio degli studenti è chiaro: “Basta disagi, vogliamo una scuola sicura”.

Contestati anche i ritardi nei lavori e i continui rinvii delle scadenze, previste entro l’estate 2026 e poi posticipate.

Criticità negli spazi scolastici

Problema principale: l’impatto delle lavorazioni sulle lezioni. Demolizioni, martelli pneumatici e taglio del ferro producono rumori forti e vibrazioni, rendendo difficile seguire le spiegazioni e svolgere le attività. La polvere in aule e corridoi crea disagio particolarmente rilevante per chi soffre di asma o allergie.

La protesta include infiltrazioni d’acqua nei bagni, igiene insufficiente e pavimenti scivolosi per la polvere. La separazione tra cantiere e spazi scolastici, in alcuni punti, avviene tramite teli di plastica o pannelli di legno.

Criticità anche nei percorsi obbligati tra transenne e aree delimitate, che limitano l'accesso ad alcuni laboratori.

Richieste e dialogo con la Provincia

Gli organizzatori precisano: la protesta non mira a bloccare i lavori. La richiesta è organizzare le operazioni per ridurre al minimo le interferenze con le lezioni e assicurare condizioni compatibili con la frequenza scolastica. Nel materiale diffuso, gli studenti chiedono di concentrare i lavori più rumorosi e polverosi in orari compatibili con l’attività didattica, insieme all’esigenza di rendere più sicuri i percorsi e più c