Il Network antagonista torinese, legato al centro sociale Askatasuna, ha criticato le perquisizioni della polizia del 9 ottobre 2026, sugli scontri del 31 gennaio 2026 a Torino, seguiti allo sgombero del centro sociale di corso Regina Margherita. La posizione del Network si concentra sulle richieste di misure cautelari della procura, dopo gli accertamenti sulla manifestazione.

Sui social, il Network ha definito il 31 gennaio una "manifestazione di rabbia popolare", collegando le contestazioni alla volontà di attribuire responsabilità individuali a una protesta più ampia.

Ha dichiarato: “Nelle richieste di misura cautelare vengono imputati diversi reati con l'intento di dare la responsabilità ad alcuni di quella che è stata una manifestazione di rabbia popolare che ha visto la partecipazione di oltre 50 mila persone”.

Misure cautelari e indagine

Per gli scontri del 31 gennaio 2026, la procura ha richiesto 19 misure cautelari, dal carcere all’obbligo di firma, tutte con interrogatorio di garanzia preliminare. L’inchiesta riguarda episodi a Torino dopo lo sgombero del centro sociale, con perquisizioni del 9 ottobre 2026.

Il quadro investigativo rivela un blitz della polizia in diverse città per gli scontri del 31 gennaio. Quel giorno, circa 1500 persone tentarono di riprendere il centro sociale sgomberato.

Tra le contestazioni figura il tentato omicidio. Gli antagonisti hanno annunciato un nuovo appuntamento in piazza per il 24 ottobre.

Critiche all’operato delle forze dell’ordine

Il Network antagonista contesta l’operato delle forze dell’ordine negli scontri del 31 gennaio. Richiama l’uso di lacrimogeni ad altezza uomo, oggetto di dossier e inchieste, attribuendo alla gestione dell’ordine pubblico una responsabilità nella dinamica della giornata.