A Genova, un recente rapporto territoriale dell’Osservatorio nazionale bullismo e disagio giovanile ha sollevato un serio allarme riguardo a tre fenomeni critici: la microcriminalità giovanile, la violenza sui minori e la violenza di genere. Il documento, presentato il 9 ottobre 2026 in occasione della “Maratona del rispetto 2026”, evento promosso dall’Osservatorio stesso in collaborazione con Fondazione Edoardo Garrone, mira a rafforzare una rete di supporto per i giovani, coinvolgendo attivamente scuola, istituzioni, famiglie, sport e l’intera comunità.
Questi tre fenomeni principali costituiscono la maggioranza dei casi rilevati, rappresentando ben 50 dei 68 episodi totali, ovvero il 74 per cento. Il report evidenzia inoltre altre situazioni di allerta: sette casi di incidenti e comportamenti a rischio, cinque episodi di bullismo, cyberbullismo e violenza online, e quattro casi gravi di pedopornografia e sfruttamento sessuale online dei minori. Due ulteriori episodi, classificati a basso rischio nel periodo esaminato, riguardano l’isolamento e il ritiro sociale dei giovani.
Dipendenze giovanili e l'influenza dei social media
Una parte significativa degli episodi analizzati nel rapporto è collegata a conflitti e dinamiche originatesi sui social media, che spesso degenerano nella vita reale, sfociando in aggressioni e comportamenti violenti.
Il documento dedica una sezione specifica al tema delle dipendenze. I dati forniti dall’Asl 3 Genovese per l’anno 2025 rivelano un totale di 4.662 prese in carico. Tra i giovani fino a 27 anni, 742 presentano problematiche legate all’alcol e alle sostanze stupefacenti. Di questi, 246 hanno meno di 19 anni, costituendo il 33 per cento del totale. La fascia d’età più colpita è quella tra i 20 e i 24 anni, con 266 giovani. Si aggiungono a questi 16 giovani seguiti per dipendenze tecnologiche, un fenomeno in crescita che merita attenzione.
Luca Massaccesi, presidente dell’Osservatorio, ha sottolineato l’importanza di un approccio proattivo: “Non possiamo limitarci a intervenire quando l'emergenza è già esplosa: dobbiamo imparare a riconoscere prima i segnali del disagio e costruire una rete capace di prevenirlo”.
Anche la sindaca Silvia Salis ha richiamato l’attenzione sul presente dei giovani, affermando: “si parla molto dei giovani, del loro futuro, ci scordiamo spesso di parlare del loro presente, di quali sono i loro disagi e in che modo la società ha l'obbligo di aiutarli”. Il report, nel suo complesso, rafforza l’appello a investire concretamente nella prevenzione e nella costruzione di una comunità più resiliente.