La prima sezione della Corte d’Appello di Roma è entrata in camera di consiglio oggi, 7 ottobre 2026, per deliberare nel processo di secondo grado relativo all’assalto alla sede della Cgil, avvenuto il 9 ottobre 2021. Il procedimento in corso si concentra sulle richieste avanzate dal procuratore generale Francesco Scavo, in particolare per il filone principale che vede tra gli imputati figure di spicco come Roberto Fiore e Giuliano Castellino.
L'udienza odierna, iniziata alle 13:35, ha segnato un momento cruciale: i giudici sono chiamati a valutare le istanze dell'accusa, formulate in seguito al processo di primo grado.
La sentenza definitiva è attesa nel pomeriggio di questa stessa giornata, ponendo fine a un'importante fase giudiziaria.
Le richieste dell'accusa e le condanne di primo grado
Il rappresentante dell’accusa, nel corso del mese di gennaio, aveva sollecitato la conferma integrale delle condanne già pronunciate in primo grado. Nello specifico, la richiesta riguarda la pena di otto anni e sei mesi di reclusione per Roberto Fiore, riconosciuto come leader di Forza Nuova, e quella di otto anni e sette mesi di carcere per Giuliano Castellino, figura indicata come leader romano del movimento di estrema destra.
Nel corso del primo grado di giudizio, una condanna a otto anni e mezzo era stata inflitta anche al militante Luigi Aronica.
Per gli altri imputati coinvolti nel procedimento – Luca Castellini, Salvatore Lubrano, Lorenzo Franceschi e Pamela Testa – la pena stabilita era stata di otto anni e due mesi. Le contestazioni a loro carico, che variano a seconda delle singole posizioni, includono il concorso in devastazione e l’istigazione a delinquere.
Il processo d'appello e le accuse confermate
La Procura generale di Roma aveva precedentemente richiesto la conferma di tutte le condanne emesse in primo grado per l'assalto alla sede della Cgil, un evento che si verificò durante la manifestazione no green pass del 9 ottobre 2021. Questa istanza è stata presentata davanti alla prima sezione della Corte d’Appello dal sostituto procuratore generale Francesco Scavo, sottolineando la gravità dei fatti.
Nella fase d’appello, le condanne per Roberto Fiore, Giuliano Castellino, Luigi Aronica e gli altri imputati coinvolti negli eventi sono state richiamate. Le accuse specifiche per il procedimento comprendono la devastazione aggravata in concorso e la resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. Per Fiore, Castellino e Aronica, viene inoltre contestata l'istigazione a delinquere, evidenziando il loro ruolo nell'organizzazione e nell'incitamento agli atti.
Le dichiarazioni rese in aula
In apertura dell'udienza, Roberto Fiore ha rilasciato alcune dichiarazioni sul processo in corso. Ha affermato che “su questo processo c'è unà", lasciando intendere un'osservazione critica o un punto di vista specifico sulla vicenda giudiziaria.