Un 31enne di origine tunisina, già indagato per una presunta aggressione omofoba avvenuta nella notte del 25 settembre in piazza di Porta Mascarella a Bologna, è stato arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti. L'arresto è scaturito da una perquisizione domiciliare disposta dalla procura e condotta dai carabinieri di Bologna presso l'abitazione dell'uomo nel quartiere Bolognina.
Il 31enne è indagato per lesioni personali e minacce, reati commessi in concorso con altre persone e aggravati dalla finalità di discriminazione. Durante la perquisizione, i militari hanno rinvenuto e sequestrato capi di abbigliamento ritenuti compatibili con quelli usati nell'aggressione.
Oltre a questi indumenti, sono stati scoperti 16,34 grammi di cocaina, 1,12 grammi di hascisc e una somma di 6.840 euro in contanti. Il ritrovamento di queste sostanze stupefacenti e del denaro ha portato all'immediato arresto dell'uomo.
La perquisizione e il passaggio in Tribunale
La perquisizione domiciliare nell'abitazione del 31enne in Bolognina era finalizzata agli accertamenti sull'aggressione di Porta Mascarella. Gli indumenti sequestrati sono stati ritenuti pertinenti agli accertamenti relativi all'episodio. Tuttavia, è stato il rinvenimento della droga e del denaro contante a motivare l'arresto per detenzione di sostanze stupefacenti. L'uomo è stato quindi condotto in Tribunale a Bologna, su disposizione del pubblico ministero, per l'udienza di convalida dell'arresto e il successivo giudizio direttissimo.
Per l'aggressione omofoba, l'uomo resta indagato per lesioni personali e minacce. I reati sarebbero stati commessi in concorso con altre persone, non ancora identificate. Le indagini sull'aggressione di Porta Mascarella sono ancora in corso per fare piena luce sull'accaduto e identificare eventuali altri responsabili.
L’aggressione di Porta Mascarella
L'aggressione di Porta Mascarella ha coinvolto una coppia di fidanzati trentenni, presa di mira e insultata mentre si teneva per mano. Un gruppo di giovani avrebbe aggredito e insultato la coppia. L'identificazione del 31enne è stata possibile anche grazie all'analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona. Questi accertamenti hanno poi portato alla perquisizione domiciliare e al conseguente sequestro degli indumenti ritenuti compatibili con quelli usati nell'episodio.