Una bomba d'acqua ha colpito la Calabria nella notte del 10 ottobre 2026, con fenomeni particolarmente intensi nel Reggino, in particolare nel basso Ionio. A Melito di Porto Salvo si sono registrati i danni più rilevanti: strade invase da fango e detriti, automobili trascinate fino al mare e muri caduti. Sul posto sono intervenuti Protezione civile, Vigili del fuoco e forze dell’ordine.

Il sindaco di Melito di Porto Salvo, Tito Nastasi, ha descritto una situazione di forte difficoltà per il paese, annunciando la richiesta dello stato di calamità naturale.

Al momento della pubblicazione, non risultavano feriti e i danni non erano ancora stati quantificati. Le sue parole hanno evidenziato la gravità dell'accaduto, con il comune in ginocchio.

Disagi sulla Strada Statale 106 e monitoraggio regionale

Anche la Strada Statale 106 è stata interessata dal maltempo, con la presenza di detriti in più tratti che ha richiesto interventi di ripristino. Queste operazioni hanno causato rallentamenti del traffico lungo l’arteria nel basso Ionio reggino. La Protezione civile ha monitorato l’evoluzione della situazione sull’intero territorio regionale, senza segnalare particolari criticità o danni in altre aree della Calabria oltre a Melito di Porto Salvo e la SS106.

Era prevista una diminuzione dei fenomeni nelle ore successive, una possibile ripresa nel pomeriggio e un miglioramento dalla tarda serata.

Allerta arancione estesa al Sud Italia

Per il 10 ottobre 2026 era stata diramata un'allerta arancione su gran parte della Calabria. Il Dipartimento della Protezione civile aveva esteso l'allerta anche a settori di Campania, Puglia e Sicilia, indicando criticità legate a rischio idrogeologico, idraulico e temporali. Il quadro meteorologico generale indicava un'area depressionaria vicino alla Sardegna, con correnti umide sud-occidentali dallo Stretto di Sicilia verso la Puglia, alimentando i fenomeni temporaleschi che hanno colpito le regioni meridionali.