A partire dal 14 ottobre 2026, la Calabria ha assistito alla formazione di lunghe code ai distributori di carburante. Il fenomeno è scaturito dal crescente timore di un blocco totale delle consegne, una preoccupazione alimentata dalla situazione critica che ha colpito in particolare i punti vendita Eni. Questi ultimi, infatti, non ricevevano rifornimenti da ben due giorni, a causa dei blocchi imposti alla raffineria Eni di Taranto, direttamente collegati alla protesta dei lavoratori ex Ilva. Gli automobilisti, preoccupati di rimanere a secco, si sono riversati nelle stazioni di servizio ancora operative, generando file che si sono protratte fino a tarda sera.

Le interruzioni nelle consegne programmate si sono verificate già nelle giornate di lunedì e martedì, a causa dei persistenti blocchi presso la raffineria pugliese. Questo impianto è riconosciuto come un nodo logistico di fondamentale importanza per l'intero Sud Italia, con un impatto particolarmente significativo sulla Calabria. Di conseguenza, le forniture destinate ai punti vendita a marchio Eni sono state annullate, e la maggior parte delle stazioni era già rimasta senza carburante il giorno precedente, anche a causa di scorte già ridotte.

Le file si estendono nei distributori ancora aperti

Nella giornata del 14 ottobre, la situazione non ha mostrato miglioramenti, con l'assenza di nuove consegne.

Questo ha spinto gli automobilisti a spostarsi rapidamente verso gli impianti che ancora disponevano di carburante, nel tentativo di rifornirsi. Le code si sono estese a quasi tutti i punti vendita rimasti aperti, con tempi di attesa considerevoli che hanno caratterizzato l'intera giornata, fino alle ore serali. A Catanzaro e nella sua provincia, numerosi distributori Enilive hanno segnalato l'esaurimento del prodotto, a seguito delle cancellazioni delle consegne previste negli ultimi giorni.

Le prime indicazioni sui nuovi approvvigionamenti Eni suggeriscono che potrebbero arrivare nel pomeriggio del 15 ottobre 2026, interessando alcuni specifici punti vendita della Calabria. Tuttavia, il quadro generale rimane strettamente legato all'evoluzione di un altro potenziale blocco: quello degli autotrasportatori calabresi, previsto a partire da venerdì.

Questa mobilitazione potrebbe coinvolgere circa 22 presidi distribuiti su tutto il territorio regionale, con una partecipazione stimata di circa 800 autotrasportatori, minacciando di aggravare ulteriormente la crisi.

Il ruolo strategico della raffineria di Taranto

La raffineria di Taranto svolge un ruolo cruciale nella logistica dei carburanti destinati a un'ampia area del Mezzogiorno, comprendente Puglia, Basilicata e, appunto, la Calabria. Il blocco degli accessi a questo impianto ha avuto un impatto diretto e significativo sul movimento delle autocisterne, provocando l'interruzione o il rallentamento delle forniture verso l'intera rete Enilive. È importante sottolineare che il sito di Taranto non rifornisce solo i distributori commerciali, ma anche servizi pubblici essenziali, mezzi di emergenza e soccorso, aeroporti, operatori terzi e persino distributori appartenenti ad altre compagnie.

Già al 13 ottobre, la situazione era critica: oltre 50 punti vendita, su un totale di circa 300 interessati dalla rete di approvvigionamento della raffineria, avevano già esaurito completamente il carburante. Questa cifra evidenzia la rapida progressione delle difficoltà, che potrebbero estendersi ulteriormente se i blocchi dovessero persistere.