La Procura di Catania ha iscritto nel registro degli indagati due poliziotti per il decesso di Marcello Reito, 40 anni, avvenuto il 4 ottobre 2026 negli uffici delle Volanti della Questura. L'ipotesi di reato è omicidio preterintenzionale; l'iscrizione è un atto dovuto per consentire accertamenti su dinamica e cause della morte. L'autopsia sul corpo di Reito è in corso al Policlinico di Catania.

Il procuratore Francesco Curcio ha riferito che, all'alba del 4 ottobre, poliziotti della Questura avevano fermato Marcello Reito. L'uomo si era dato alla fuga con "modalità pericolose" alla vista degli agenti, venendo indiziato per fuga da un posto di blocco.

Dopo il fermo, è stato condotto negli uffici di polizia per accertamenti.

Il malore e i soccorsi

Negli uffici, Marcello Reito ha accusato un improvviso malore con forti convulsioni. Richiesto l'intervento sanitario, sono state prestate manovre di soccorso. Nonostante i tentativi, i sanitari hanno constatato il decesso. L'indagine della Procura mira ad "accertare le effettive cause della morte e a ricostruire la dinamica degli eventi".

Gli accertamenti si concentrano sulla regolarità delle condotte dei due ufficiali di polizia giudiziaria indagati e sul potenziale nesso causale tra tali condotte e il decesso. La presunzione d'innocenza resta ferma, fino a sentenza definitiva. L'esame autoptico si svolge con le difese dei due ufficiali e il consulente nominato dall'avvocato Carmelo Lo Presti, legale del fratello di Reito.

L'intervento di polizia è avvenuto all'alba del 4 ottobre a Catania, con una fuga di Reito seguita da un inseguimento e lo schianto dello scooter in via Pietro Mascagni. Gli elementi raccolti nell'indagine sono cruciali per ricostruire le fasi dell'operazione e comprendere il contesto del decesso.