Oltre settecento cittadini dei Campi Flegrei, affiancati dai sindaci dell’area, hanno concluso la loro mobilitazione a Roma l’8 ottobre 2026, rientrando nelle proprie comunità. La manifestazione era stata organizzata per sollecitare il Governo a stanziare risorse adeguate e a definire misure concrete da includere nel nuovo decreto legislativo dedicato alla complessa crisi flegrea. La giornata di confronto nella Capitale si è conclusa con la consegna di un documento dettagliato, contenente le richieste e le proposte del territorio, direttamente al capo di Gabinetto del ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci.
Da questo incontro è emersa un’indicazione chiara: il provvedimento governativo è atteso entro i prossimi dieci giorni.
La mobilitazione ha visto la partecipazione di numerosi cittadini, inclusi molti sfollati, e amministratori locali, giunti a Roma per esprimere le proprie preoccupazioni e chiedere risposte urgenti in seguito alle forti scosse sismiche registrate a luglio e nel contesto dell’attuale emergenza bradisismica che interessa costantemente l’area flegrea. Per raggiungere la Capitale, tredici autobus sono partiti da Pozzuoli e Bacoli, trasportando i manifestanti che hanno poi sfilato in un corteo pacifico. Il percorso ha toccato punti simbolici, dal Colosseo fino a Piazza Santi Apostoli, e ha visto la partecipazione attiva della rete “Campi Flegrei - Uniti nella lotta”, insieme ai sindaci dei comuni più direttamente interessati: Pozzuoli, Bacoli, Quarto e Monte di Procida.
Le richieste fondamentali presentate al Governo
La piattaforma di richieste, elaborata e portata all’attenzione delle istituzioni romane, si concentra su diversi punti cruciali per la popolazione e il territorio. Tra le priorità indicate, spiccano il sostegno agli sfollati, la messa in sicurezza delle abitazioni private e degli edifici pubblici, l’urgente necessità di interventi strutturali su scuole e costoni rocciosi, lo stanziamento di risorse economiche per il personale impegnato quotidianamente nella gestione dell’emergenza e, non meno importante, la garanzia esplicita contro qualsiasi ipotesi di delocalizzazione forzata delle comunità residenti. La richiesta unanime e condivisa dai rappresentanti del territorio è che il nuovo decreto governativo recepisca integralmente il lavoro svolto nei mesi precedenti dal tavolo tecnico, un organismo di coordinamento che ha operato sotto l’egida della Prefettura di Napoli.
Alla manifestazione hanno preso parte attivamente i sindaci di Pozzuoli, Luigi Manzoni, di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, di Quarto, Antonio Sabino, e di Monte di Procida, Salvatore Scotto di Santolo. Il sindaco Manzoni ha sottolineato l’importanza della presenza a Roma, dichiarando: “Siamo qui a Roma non solo per il senso di responsabilità dimostrato in questi anni, ma soprattutto per dire che siamo pronti a costruire. Ma abbiamo bisogno di risorse”. Anche il sindaco di Bacoli, Della Ragione, ha ribadito la necessità che il nuovo decreto includa specificamente i fondi e gli emendamenti che sono stati elaborati durante l’estate, al termine del lavoro svolto in Prefettura, anche alla presenza di ministri.
Incontri istituzionali e il rientro nel territorio
Nel corso della giornata di mobilitazione, una prima delegazione rappresentativa, composta dai quattro sindaci e da due portavoce dei comitati civici, è stata ricevuta presso la Prefettura di Roma per un confronto diretto con le istituzioni. Questo incontro ha rappresentato un momento chiave per presentare le istanze e le proposte del territorio flegreo. Al termine delle trattative e degli incontri istituzionali, i manifestanti hanno lasciato la Capitale per fare rientro nei Campi Flegrei, portando con sé l’attesa per le decisioni che il Governo prenderà nei prossimi giorni riguardo al nuovo decreto.