Salim El Koudri, il 31enne al centro del procedimento giudiziario relativo all’attentato avvenuto il 16 maggio 2026 nel cuore di Modena, aveva pubblicato il 24 aprile 2026 su un suo profilo Instagram una bandiera nera inequivocabilmente associata all’Isis. Questa immagine è stata successivamente rinvenuta anche nella galleria fotografica del suo telefono cellulare. Tale significativo dettaglio emerge con chiarezza dalla consulenza di parte depositata nell’interesse di Giovanni Esposito, fratello di Monica Esposito, la 55enne tragicamente deceduta due mesi dopo essere stata investita dall’auto guidata da El Koudri.
La consulenza è stata meticolosamente redatta da Francesco Bergoglio Errico, un analista riconosciuto come esperto in materia di terrorismo e processi di radicalizzazione, incaricato direttamente da Giovanni Esposito. Nel corposo documento, il post raffigurante la bandiera viene evidenziato come un elemento cruciale all’interno del quadro complessivo ricostruito dal consulente. Errico, infatti, sottolinea esplicitamente che “Anche questo risulta essere un tipico gesto che si riscontra con frequenza nei casi di soggetti incriminati per terrorismo”, suggerendo una possibile affinità ideologica.
Richiesta di indagine alla Dda di Bologna
L’avvocata Deborah De Cicco, che assiste legalmente Giovanni Esposito, ha formalmente presentato una memoria in cui si richiede la trasmissione degli atti del procedimento penale attualmente a carico di El Koudri dalla Procura della Repubblica di Modena alla Procura di Bologna, specificamente alla Direzione distrettuale antiterrorismo.
Questa importante richiesta è strettamente correlata e motivata dalla consulenza tecnica di parte, la quale è stata depositata contestualmente allo scritto difensivo.
La legale ha inoltre provveduto a comunicare l’invio della suddetta consulenza e dello scritto difensivo anche alla Dda di Bologna e alla Direzione nazionale antiterrorismo, per una valutazione più ampia. Nella memoria viene sollecitata con fermezza una verifica approfondita sulla qualificazione giuridica dei fatti accaduti il 16 maggio nel centro di Modena, alla luce degli elementi probatori raccolti e dell’inquadramento interpretativo proposto dal consulente di parte, che suggerisce un movente di natura terroristica.
Gli elementi chiave della consulenza specialistica
Errico, già autore del saggio Anatomia del jihadismo in Italia, ha elaborato una dettagliata consulenza di ben 80 pagine. All’interno di questo approfondito documento, si afferma con decisione che “alla luce dell'analisi del materiale probatorio ricevuto ritengo di poter affermare che il profilo di Salim El Koudri è pienamente compatibile con quello di un soggetto radicalizzato, che ha operato con odio profondo verso i cristiani e l'Italia”. Questa dichiarazione pone l'accento sulla profonda avversione ideologica.
Tra gli altri elementi significativi indicati nella consulenza compaiono la condivisione di discorsi attribuiti ad Al Bagdadi e ricerche sui canti nasheed, richiamati nel documento come contenuti strettamente collegati all’estremismo islamista e alla propaganda jihadista. Questi dettagli aggiuntivi rafforzano ulteriormente l'ipotesi di una radicalizzazione profonda del soggetto, fornendo un quadro più completo delle sue presunte motivazioni.