La Polizia Penitenziaria ha intercettato e neutralizzato un drone diretto verso il carcere di Napoli-Poggioreale, riuscendo a recuperare il carico che il velivolo trasportava. L’episodio si è verificato ieri all’interno dell’istituto penitenziario partenopeo: dopo l’intervento tempestivo degli agenti, il drone, descritto come un modello di ultima generazione, si è riattivato ed è riuscito a dileguarsi. Nel carico recuperato sono stati sequestrati 300 grammi di hashish e uno smartphone.
L’Uspp ha collegato l’accaduto alla crescente “guerra contro l'hi-tech” messa in campo dalla criminalità organizzata, costantemente impegnata nel trovare soluzioni sempre più avveniristiche per superare i sistemi di sicurezza carcerari.
Il presidente dell’Uspp, Giuseppe Moretti, e il segretario regionale, Ciro Auricchio, hanno richiamato l’attenzione sull’uso di tecnologie avanzate per l’introduzione illecita di droga e telefoni cellulari negli istituti penitenziari. I due rappresentanti sindacali hanno inoltre evidenziato le criticità del carcere di Poggioreale, dove si registra una carenza di personale a fronte di una popolazione detentiva di ben 2300 reclusi.
La perquisizione nel reparto di alta sicurezza
Nella stessa comunicazione è stato riportato l’esito di una perquisizione condotta dagli agenti nel reparto di alta sicurezza “Avellino”. Durante il controllo sono stati rinvenuti e sequestrati altri quattro smartphone. Questo sequestro si aggiunge al telefono cellulare intercettato nel carico trasportato dal drone, portando a un totale di cinque smartphone il numero complessivo di dispositivi illeciti individuati nell’ambito degli episodi descritti per il carcere di Poggioreale.
Moretti e Auricchio hanno sottolineato come la professionalità e l’attenzione dimostrata dalla Polizia Penitenziaria del carcere di Poggioreale rappresentino un presidio fondamentale a tutela della sicurezza. I due sindacalisti hanno richiamato la necessità urgente di rafforzare le misure di controllo perimetrali esterne all’istituto, indicando come prioritario il potenziamento dei sistemi di controllo perimetrali. In questa prospettiva rientrano anche l’impiego di adeguati strumenti antidrone e il rafforzamento della pianta organica, elementi ritenuti indispensabili per consentire alla Polizia Penitenziaria di fronteggiare efficacemente le nuove modalità di introduzione di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari nelle carceri.
Il contesto dei tentativi con droni a Poggioreale
L’episodio si inserisce in un contesto di crescenti tentativi di introduzione illecita tramite droni. Un altro significativo evento, avvenuto nello stesso carcere di Napoli-Poggioreale il 2 ottobre 2026, aveva coinvolto un drone di grandi dimensioni, di fabbricazione europea e con un costo stimato intorno ai 10.000 euro. In quell’occasione, il velivolo trasportava un chilogrammo di droga, suddivisa tra hashish, cocaina e marijuana, oltre a un bilancino di precisione e ben 15 smartphone completi di cavi e alimentatori. Questi episodi evidenziano la persistente sfida che le forze dell’ordine devono affrontare per contrastare l’ingegno criminale.