La Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila è stata condannata a risarcire un 58enne marsicano con 199.469,62 euro, oltre alla rivalutazione monetaria. La decisione del tribunale di Avezzano, presieduto dal giudice Paolo Lepidi, riguarda un intervento chirurgico all’omero eseguito nel 2018 all’ospedale cittadino. Il giudice ha riconosciuto in primo grado le responsabilità dei medici dell’ospedale, ritenendo l’operazione non conforme alle buone pratiche mediche e causa di un’invalidità permanente per il paziente.

I fatti risalgono al 30 marzo 2018, quando il paziente si presentò in pronto soccorso a seguito di una caduta accidentale che gli aveva causato una “frattura pluriframmentaria dell’omero prossimale sinistro”.

I sanitari optarono per un intervento di impianto di endoprotesi. Tuttavia, nel post-operatorio, l’uomo iniziò a manifestare gravi deficit motori e sensoriali, evolvendo fino all’impossibilità di muovere l’arto.

La lesione e il secondo intervento

Successivi accertamenti diagnostici hanno evidenziato una grave lesione al plesso brachiale. Questa condizione ha reso necessario un secondo intervento chirurgico, questa volta al nervo ascellare, che il 58enne ha dovuto subire fuori regione, presso una struttura specializzata in Emilia Romagna. Nel procedimento civile, un ruolo cruciale è stato svolto dalla consulenza tecnica d’ufficio disposta dal Tribunale.

Il collegio peritale, composto da un medico legale e da uno specialista ortopedico, ha attribuito le lesioni neurologiche sofferte dal paziente “con alta probabilità da manipolazioni chirurgiche colpose” durante l’impianto della protesi.

I periti hanno escluso categoricamente che il danno al nervo fosse preesistente o correlato alla caduta, indicando le complicazioni come prevedibili e prevenibili.

Il danno riconosciuto dal Tribunale

Il giudice ha quindi riconosciuto all’uomo un danno biologico differenziale permanente del 25%. Nel calcolo del risarcimento è stato considerato anche un incremento per la sofferenza interiore e per la personalizzazione del danno, tenendo conto della compromissione delle attività quotidiane e lavorative. Le istanze del paziente, assistito dall’avvocato Berardino Terra, sono state integralmente accolte in primo grado.

La condanna impone all’Azienda sanitaria locale Avezzano-Sulmona L’Aquila il pagamento della somma stabilita, oltre alla rivalutazione monetaria, a titolo di risarcimento per i danni subiti dal paziente a causa dell’intervento chirurgico.