I Carabinieri Forestali hanno condotto un'importante operazione nel territorio cremonese, portando alla chiusura di due allevamenti abusivi. Le strutture, situate rispettivamente nel Cremonese e nel Cremasco, erano collegate da una gestione di tipo familiare e sono state individuate a seguito di un'indagine avviata lo scorso aprile, scaturita da diverse segnalazioni. L'intervento ha rivelato una situazione di grave illegalità, coinvolgendo la detenzione di cani, altri animali d'affezione, e numerose specie protette, sia selvatiche che esotiche, tutte custodite in violazione di normative penali e amministrative.
Al termine dell'operazione, due persone sono state denunciate alle autorità competenti.
All'interno dei due siti, i militari hanno scoperto e sequestrato un totale di oltre 100 cani, di diverse età e razze. Molti di questi animali versavano in condizioni pessime, caratterizzate da malnutrizione e patologie non curate, e sono stati prontamente affidati a specifiche associazioni per ricevere le cure necessarie. L'operazione ha permesso di recuperare anche altri esemplari, tra cui 13 tartarughe, un gheppio e vari pappagalli. Le contestazioni rivolte agli indagati includono gravi reati come la "detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze" e la "detenzione illecita di animali Cites a fini commerciali", evidenziando la gravità delle violazioni riscontrate.
Le contestazioni e i sequestri
Il quadro delle accuse si è ulteriormente ampliato, comprendendo anche il reato di furto venatorio e una serie di violazioni amministrative. Un aspetto significativo delle contestazioni riguarda la gestione illecita di rifiuti speciali non pericolosi. Questo reato è direttamente collegato allo smaltimento illegale delle deiezioni animali, in particolare quelle prodotte dall'attività di allevamento abusivo dei cani, che contribuivano a creare un ambiente insalubre e pericoloso.
Nel corso dell'attività investigativa, 22 cani sono stati sottoposti a sequestro in ambito penale. Purtroppo, uno di questi animali è deceduto a causa delle gravi condizioni di malnutrizione e delle patologie non trattate che lo affliggevano.
Oltre ai cani, sono stati recuperati ulteriori esemplari di pappagalli e altra avifauna. Parallelamente, circa 100 cani sono stati sottoposti a sequestro amministrativo da parte dell'ATS Val Padana, a conferma dell'ampiezza dell'intervento. Le ispezioni hanno rivelato condizioni igieniche deplorevoli nei luoghi di custodia, con animali costretti a vivere tra i propri escrementi e privati delle cure essenziali.
L'indagine e i reparti coinvolti
L'indagine, iniziata in aprile come accennato, si è conclusa nei giorni scorsi con le ispezioni definitive nei due allevamenti illegali. L'operazione è stata condotta congiuntamente dal Nucleo Carabinieri Forestale e dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare.
Un ruolo cruciale è stato svolto anche dal Reparto Carabinieri CITES di Pavia, specializzato nella tutela delle specie protette. Il supporto e la collaborazione dei veterinari dell'ATS Val Padana sono stati fondamentali per la valutazione delle condizioni degli animali e per le procedure di sequestro e affidamento.