L'ipotesi di reato a carico di Fulvio Ielmini, 73 anni, è stata modificata da omicidio stradale a femminicidio, in relazione alla tragica morte dell'ex compagna Pierina Buffon, 69 anni. La donna ha perso la vita giovedì scorso, coinvolta in un scontro frontale sulla tangenziale di Cassano Magnago, nel Varesotto. La nuova contestazione si concentra sulla dinamica dell'impatto con l'auto guidata dall'uomo, una Jaguar, e il fascicolo è ora gestito dalla Procura di Busto Arsizio.
La ricostruzione accusatoria suggerisce che Ielmini avrebbe intenzionalmente provocato lo schianto.
A seguito di questa grave modifica dell'ipotesi di reato, la Procura di Busto Arsizio ha immediatamente disposto una perquisizione nell'abitazione dell'indagato. Il 73enne si trova attualmente ricoverato e piantonato presso l'ospedale di Varese.
La relazione interrotta e la denuncia per stalking
La relazione tra Ielmini e Buffon, durata otto anni, si era conclusa a giugno per espressa volontà della donna. I familiari della vittima e la sua legale hanno sottolineato il mancato accoglimento di tale separazione da parte dell'uomo. Già a fine luglio, Pierina Buffon aveva presentato una denuncia per presunti comportamenti persecutori, che includevano minacce e pedinamenti.
Il difensore di Ielmini, l'avvocato Angelo Luini, ha posto l'accento sulle condizioni del suo assistito, dichiarando che è «fondamentale, in questo momento, stabilire le condizioni mentali del mio assistito».
La posizione dell'indagato rimane strettamente legata agli accertamenti sulla dinamica dell'incidente e agli atti disposti dagli inquirenti.
Gli accertamenti cruciali sulla dinamica dello scontro
Sono attesi con urgenza l'autopsia sul corpo della donna e una perizia cinematica approfondita per ricostruire con precisione la dinamica dello schianto. Questi accertamenti saranno cruciali per chiarire la traiettoria dei veicoli e il quadro tecnico del frontale avvenuto sulla tangenziale di Cassano Magnago. La ricostruzione dovrà anche superare l'ipotesi iniziale di un possibile malore della donna al volante, ora soppiantata dall'indagine per femminicidio.
I familiari della vittima hanno formalmente richiesto alla Polizia locale, sotto il coordinamento del pubblico ministero di Busto Arsizio, di verificare se l'impatto sia stato effettivamente provocato volontariamente.
Uno dei figli della donna ha inoltre sostenuto che la madre sarebbe stata aspettata e inseguita dall'ex compagno. Questa testimonianza si inserisce nel quadro degli elementi sottoposti agli accertamenti in corso.