Un principio di incendio si è sviluppato il 3 ottobre 2026 a Teramo, nel parcheggio posteriore del Palazzo di Giustizia. Le fiamme hanno interessato materiale di scarto all’interno di un container del cantiere edile, installato da mesi per i lavori di ristrutturazione del tribunale. Al momento del rogo, alcuni operai erano al lavoro nell’area, ma non si registrano feriti.
La presenza di una densa nube di fumo, intensa e acre, ha richiamato l’attenzione dei passanti, creando momenti di apprensione nel parcheggio interno del Tribunale di Teramo. Il fumo si è alzato rapidamente, risultando visibile anche a distanza e raggiungendo alcuni appartamenti vicini al palazzo di giustizia.
Sul posto sono prontamente intervenuti i Vigili del Fuoco, impegnati nello spegnimento delle fiamme e nella messa in sicurezza dell’area.
Intervento delle autorità e primi accertamenti
Nel parcheggio sono intervenuti anche gli agenti della Polizia di Stato, il vice commissario della polizia locale Vincenzo Calvarese e l’assessore comunale all’Ambiente Mimmo Sbraccia. Le operazioni si sono concentrate sul punto in cui il fuoco ha interessato il materiale presente nell’area del cantiere. Dopo lo spegnimento, l’area è stata messa in sicurezza per consentire gli accertamenti tecnici.
Le cause dell’incendio restano da chiarire. La Polizia Scientifica ha avviato i rilievi tecnici per ricostruire la dinamica dell’episodio.
Gli investigatori controlleranno le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, mentre il pubblico ministero di turno, Silvia Scamurra, ha disposto il sequestro del container andato a fuoco.
Indagini sull'origine del rogo e il materiale bruciato
Gli accertamenti riguardano l’origine esatta del rogo e la natura del materiale bruciato. Dai primi elementi disponibili, le fiamme hanno interessato materiale di scarto nel container del cantiere; nell’area del parcheggio erano presenti anche materiali plastici. La verifica tecnica servirà a definire con precisione il punto di innesco e il materiale coinvolto nell’incendio.
Il fumo sprigionato dall’incendio ha interessato l’area circostante il Palazzo di Giustizia e ha raggiunto abitazioni vicine. Le verifiche includeranno anche il controllo di eventuali criticità per la qualità dell’aria legate alla nube prodotta.