Un uomo di 78 anni, residente nell’entroterra genovese, è stato condannato a Genova a un anno e quattro mesi di reclusione, senza sospensione condizionale della pena. La sentenza è stata emessa per i reati di stalking e lesioni gravi nei confronti di una coppia di vicini di casa. La giudice Valentina Vinelli ha accolto integralmente la richiesta formulata dal pubblico ministero, stabilendo una pena detentiva.

Oltre alla condanna penale, la sentenza ha disposto il versamento di provvisionali in favore delle due persone offese: 3.000 euro sono stati riconosciuti a una delle vittime e 1.500 euro all'altra.

L'imputato è stato inoltre condannato al pagamento delle spese legali sostenute dalle vittime nel corso del procedimento giudiziario.

La spirale di minacce e aggressioni tra vicini

I rapporti tra l'anziano e la coppia di vicini si erano progressivamente deteriorati nel corso degli anni, sfociando in una serie di comportamenti persecutori. La vicenda giudiziaria ha ricostruito un quadro di dispetti, minacce esplicite, provocazioni continue, gesti offensivi e atteggiamenti vessatori che hanno reso la convivenza insostenibile per le vittime.

La ricostruzione processuale ha individuato l'inizio dei comportamenti contestati al 25 agosto 2025, protrattisi per un periodo superiore a un anno. Per documentare la gravità e la frequenza degli episodi, le persone offese avevano provveduto a installare telecamere.

Le immagini e i filmati raccolti sono poi confluiti negli atti del procedimento, con circa trenta registrazioni acquisite come prova.

Tra gli episodi più gravi richiamati nel corso del processo figurano minacce dirette e aggressioni fisiche. In una circostanza, l'uomo avrebbe rivolto al vicino la frase minacciosa: "Ti faccio finire al San Martino e poi al cimitero". In un'altra occasione, avrebbe aggredito il vicino con una testata, causandogli la rottura di un mignolo, evidenziando la violenza delle azioni contestate.

Le prove video e la difesa dell'imputato

Le registrazioni delle telecamere, installate dalla coppia per tutelarsi, hanno giocato un ruolo cruciale nella documentazione degli episodi.

Diverse immagini avrebbero immortalato il 78enne mentre rivolgeva gesti chiaramente offensivi ai vicini. Un filmato, risalente al maggio 2026, avrebbe inoltre documentato una frase offensiva pronunciata dall'imputato. Il procedimento ha anche fatto riferimento a ulteriori episodi avvenuti il 7 ottobre 2026, pochi giorni prima dell'emissione della sentenza.

Durante il processo, l'imputato, un idraulico in pensione, ha rilasciato dichiarazioni spontanee, sostenendo di essere stato a sua volta vittima di lesioni. Tuttavia, la sua versione dei fatti non ha trovato riscontro negli elementi probatori raccolti ed è stata smentita da testimonianze e dalla documentazione medica presentata.