La Procura di Genova ha formalmente chiuso le indagini sul drammatico crollo della gru che nel novembre 2024 si abbatté su una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) in via Chiodo, nel quartiere di Castelletto. L'incidente, pur non avendo causato feriti diretti, provocò gravi danni strutturali all'edificio, rendendolo a lungo inagibile e costringendo al trasferimento d'urgenza i 93 anziani ospiti.

Il procedimento giudiziario vede ora coinvolte sei persone, accusate di crollo colposo di costruzioni. Inizialmente, il pubblico ministero Giuseppe Longo aveva iscritto nel registro degli indagati un numero maggiore di soggetti, undici in totale.

La successiva perizia tecnica, fondamentale per l'inchiesta, ha ristretto il campo delle responsabilità, individuando la causa principale del cedimento nel mancato corretto serraggio dei bulloni che assicuravano la base della gru al suo primo elemento della torre.

Le conclusioni della perizia e il quadro degli indagati

La fase di chiusura delle indagini segue un'approfondita serie di accertamenti tecnici sul macchinario coinvolto. Il numero degli indagati è stato, come anticipato, ridotto da undici a sei. Tra le figure coinvolte figurano installatori, manutentori e responsabili dell'azienda che aveva in gestione e utilizzo la gru per i lavori in corso. L'accusa di crollo colposo di costruzioni rimane il fulcro dell'indagine, focalizzata sul cedimento della struttura e sui significativi danni arrecati alla residenza per anziani.

Gli accertamenti preliminari, avviati immediatamente dopo l'incidente, avevano coinvolto un ampio spettro di professionisti e figure aziendali: montatori, fornitori, certificatori e i vertici dell'impresa che aveva noleggiato il macchinario. La gru e tutti gli apparati ad essa collegati erano stati posti sotto sequestro nell'area del cantiere. Parallelamente, gli ispettori dell'ufficio Psal dell'Asl avevano condotto rilievi specifici, nell'ambito delle verifiche delegate dall'autorità giudiziaria.

La dinamica del crollo in via Chiodo

Il tragico cedimento si verificò il 27 novembre 2024, interessando direttamente la RSA La Camandolina, situata in via Chiodo. La gru, che si ergeva per circa 24 metri, si inclinò improvvisamente e con violenza verso il mare.

Nella sua caduta, colpì la strada sottostante, provocando il danneggiamento delle tubature dell'acqua e del gas, con potenziali rischi aggiuntivi. La parte terminale del braccio meccanico raggiunse la copertura della residenza, causando il distacco di calcinacci e detriti, ma fortunatamente senza provocare vittime o feriti tra i presenti.

Le immediate conseguenze del crollo furono l'evacuazione e il trasferimento notturno dei 93 ospiti della struttura. Via Chiodo subì una prolungata interruzione del traffico veicolare, e la residenza per anziani rimase inagibile per un considerevole periodo. Il cantiere in cui operava la gru era destinato alla costruzione di cinque villette nell'area dell'ex istituto ortopedico Liberti, un sito che era stato ceduto dalla Regione a privati nel 2008 e successivamente demolito, per fare spazio al nuovo progetto edilizio.