Il riconoscimento professionale, economico e previdenziale dei magistrati onorari minorili ha rappresentato il tema centrale del primo Congresso nazionale dell’Associazione Italiana Magistrati Onorari Minorili (Aimom). L'evento, svoltosi il 9 ottobre 2026 a Bari, nella Sala Aldo Moro del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università, ha visto la partecipazione di magistrati, rappresentanti istituzionali, avvocati, accademici e membri del terzo settore. Focus principale è stata la posizione di questa categoria, essenziale per la giustizia minorile, ma ancora priva del pieno riconoscimento già accordato ad altre componenti della magistratura onoraria.
Ad aprire i lavori è stato il presidente nazionale Aimom, Michele Bulzis, che ha evidenziato l’urgenza di definire una collocazione stabile per la categoria nell’ordinamento giudiziario italiano. Bulzis ha affermato: “Non abbiamo ancora quella dignità che è stata giustamente riconosciuta ad altre categorie”. La richiesta, frutto di circa due anni di interlocuzioni con il Governo e di una percepita disponibilità all’ascolto, è stata ribadita al congresso come domanda di un assetto stabile e di maggiori tutele.
Il ruolo nella giustizia minorile
Nel corso del congresso, è stato richiamato il profilo dei magistrati onorari minorili, una figura con quasi un secolo di storia nell’ordinamento, presente dal 1934.
Essi operano con competenze interdisciplinari in ambito psicologico, pedagogico e sociale. La richiesta principale emersa a Bari è il superamento di una disparità di tutele rispetto ad altre componenti della magistratura onoraria, con riferimento a stabilità, trattamento economico, previdenza e garanzie professionali.
Il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, intervenuto in video, ha collegato il tema alla struttura della giustizia minorile. Rivolgendosi ai giudici onorari minorili, Sisto ha affermato: “Voi siete importanti,siete fondamentali”. Ha inoltre precisato che queste figure non sono solo un supporto alla magistratura togata, ma dispongono di propria autonomia, capacità di discernimento e un contributo specifico derivante dalla loro esperienza.