Giuseppe Graviano ha rilasciato dichiarazioni significative il 2 ottobre 2026 a Firenze, intervenendo come teste nel processo Baiardo. Il boss ha affermato che suo nonno, Filippo Quartararo, avrebbe costituito una società con Silvio Berlusconi tra il 1969 e il 1970, con l'obiettivo di realizzare investimenti in denaro. Graviano ha riportato testualmente la circostanza: “Mio nonno Filippo Quartararo fece una società con Silvio Berlusconi nel 1969-70”.
Nella sua deposizione, Graviano ha collegato questa ricostruzione a somme che, a suo dire, sarebbero state investite dal nonno e da altre persone.
Ha quantificato in 4-5 miliardi di lire la quota attribuita a Filippo Quartararo e in 20 miliardi di lire l'ammontare complessivo dell'investimento all'epoca. Ha specificato di aver appreso questi dettagli dopo la morte del padre, avvenuta nel 1982, e di averli sentiti direttamente dal nonno tra il 1982 e il 1983.
Il presunto incontro a Milano
Nel corso della deposizione a Firenze, Graviano ha riferito che Quartararo gli avrebbe presentato Silvio Berlusconi tra il 1982 e il 1983. Ha descritto un incontro avvenuto a Milano, in un albergo, al quale avrebbero partecipato Berlusconi, lo stesso Graviano, il nonno e il cugino Salvo. Il teste ha inoltre menzionato l'esistenza di un documento privato, usando l'espressione “ricordo una carta privata”, suggerendo un accordo non ufficiale.
Sviluppi nel processo Baiardo
Le dichiarazioni di Giuseppe Graviano si inseriscono nel contesto del processo Baiardo, in corso a Firenze. Salvatore Baiardo, presentato come gelataio di Omegna, è imputato di calunnia ai danni di Massimo Giletti. Nel procedimento era emersa la necessità di acquisire nel fascicolo i verbali più recenti di Graviano, poiché la difesa aveva richiesto di conoscerne il contenuto per poter preparare adeguatamente il controesame. La presidente Anna Favi ha quindi disposto l'acquisizione del verbale contenente le nuove dichiarazioni, un passaggio fondamentale per il prosieguo dell'udienza.
Riferimenti ai flussi finanziari Fininvest
Nell'ambito del procedimento, sono stati richiamati anche aspetti relativi ai flussi finanziari di Fininvest negli anni Settanta.
I consulenti Giovanni Mottura e Igor Catania hanno ricostruito movimenti tratti dal libro giornale del gruppo. Hanno evidenziato in particolare un significativo aumento di capitale tra il 1977 e il 1978, passato da 2,5 a 18 miliardi di lire, un dato che potrebbe assumere rilevanza nel quadro delle indagini.