Lo speleologo Luca Olmetto, 31 anni e originario di Codrongianos, è stato finalmente raggiunto e liberato dai soccorritori nella grotta di Gorropeddu, situata nel territorio di Urzulei, in Sardegna. L'uomo era rimasto intrappolato a seguito di una frana, e le complesse operazioni di recupero si sono concluse dopo circa 27 ore di intenso e rischioso lavoro. La notizia del suo ritrovamento e della successiva liberazione è giunta da Urzulei il 12 ottobre 2026, segnando la fine di una lunga e delicata operazione che ha tenuto tutti con il fiato sospeso.

I soccorritori, con un impegno straordinario e una dedizione incessante, hanno scavato a mano per aprirsi un passaggio fino al cunicolo angusto dove il 31enne era bloccato. Le squadre specializzate del Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico, affiancate con professionalità dai vigili del fuoco, hanno operato con estrema cautela e perizia all'interno della cavità naturale. Al momento del contatto, Olmetto è stato trovato cosciente, sebbene presentasse evidenti traumi e ferite, richiedendo immediate attenzioni da parte del personale di soccorso. Le fasi del recupero sono state particolarmente delicate a causa del rischio concreto e costante di nuovi crolli, una minaccia che ha imposto una rimozione manuale e meticolosa del materiale franato, procedendo centimetro dopo centimetro.

Le complesse operazioni di recupero nella grotta di Gorropeddu

La frana che ha immobilizzato lo speleologo si era verificata all'interno della grotta di Gorropeddu, un ambiente sotterraneo particolarmente insidioso, nel territorio di Urzulei. I tecnici specializzati hanno affrontato un lavoro estremamente arduo nel cunicolo ostruito da un'ingente quantità di materiale roccioso e terroso caduto. La rimozione di terra e pietre è avvenuta esclusivamente a mano, procedendo con la massima lentezza e precisione, per creare un varco sufficiente a raggiungere il punto esatto in cui si trovava il 31enne. L'intervento ha richiesto una vigilanza costante e una precisione millimetrica, data la presenza di materiale instabile e la necessità imperativa di evitare ulteriori cedimenti strutturali all'interno della cavità, che avrebbero potuto compromettere l'intera operazione di salvataggio.

Una volta riportato in superficie, Luca Olmetto è stato immediatamente preso in carico dagli operatori sanitari del 118, che hanno provveduto alla sua stabilizzazione preliminare. Per garantire le cure e gli accertamenti medici necessari, è stato organizzato il trasporto in ospedale tramite l'elicottero Aresus, un mezzo essenziale per la rapidità dell'intervento. L'intera operazione ha visto il coordinamento impeccabile e la sinergia tra il Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico e i vigili del fuoco, le cui squadre sono state fondamentali sia nelle attività di rimozione dei detriti sia nel delicato e rischioso recupero dello speleologo, dimostrando grande professionalità e coraggio.

Il contesto dell'incidente e il profilo dello speleologo

L'incidente si è verificato nella zona di Gorroppeddu, un'area geografica impervia che si estende al confine tra i comuni di Urzulei e Baunei. Olmetto era rimasto intrappolato a circa dieci metri di profondità già dalla giornata di domenica 11 ottobre. I soccorritori sono riusciti a raggiungerlo dopo quasi 24 ore di lavoro ininterrotto e faticoso, aprendo il passaggio attraverso la rimozione manuale del materiale che ostruiva l'accesso alla cavità naturale, un'impresa che ha richiesto grande determinazione, resistenza fisica e competenza tecnica specifica.

A Codrongianos, paese d'origine di Luca Olmetto, l'attesa per l'esito del soccorso ha tenuto in apprensione l'intera comunità locale. Qui, Olmetto è conosciuto anche per la sua attività nell'edilizia.